Il polverone scoppiato tra la Regione Lombardia e l’Istituto Superiore di Sanità ha fatto luce su un problema di fondo nella lotta al Coronavirus, riguardante il calcolo dei dati sulla situazione epidemiologica.

Una situazione delicata che è stata analizzata in maniera precisa da Andrea Crisanti, direttore di microbiologia all’università di Padova, intervenuto esprimere il proprio parere su questa importante questione.
LEGGI ANCHE: Coronavirus, scende in campo Silvio Berlusconi: mossa a sorpresa del Cavaliere per ‘salvare’ l’Italia
L’accusa di Crisanti

Il microbiologo ha spiegato alla Dire cosa non torna nel calcolo dell’Rt: “fatto in questa maniera è una presa in giro, è retrospettivo perché risale ad almeno 7 giorni prima, sono mesi che lo dico. In questo modo i casi si fanno risalire ad un tracciamento che peraltro non funziona più. Era stata fatta una proposta diversi mesi fa, adeguando il nostro sistema a quello europeo che lavora sui dati dell’incidenza e non sull’Rt, ma le Regioni si sono opposte in tutti i modi. Rt attuale è pertanto diverso da quello reale, mentre l’incidenza restituirebbe il dato corrente e corretto“.

