Coronavirus, il microbiologo Crisanti sbotta: “ci stanno prendendo in giro, sono mesi che lo dico”

Il microbiologo Crisanti ha sottolineato come la modalità di individuare l'Rt sia una presa in giro, perché calcola un valore di sette giorni prima

Il polverone scoppiato tra la Regione Lombardia e l’Istituto Superiore di Sanità ha fatto luce su un problema di fondo nella lotta al Coronavirus, riguardante il calcolo dei dati sulla situazione epidemiologica.

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Una situazione delicata che è stata analizzata in maniera precisa da Andrea Crisanti, direttore di microbiologia all’università di Padova, intervenuto esprimere il proprio parere su questa importante questione.

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L’accusa di Crisanti

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Il microbiologo ha spiegato alla Dire cosa non torna nel calcolo dell’Rt: fatto in questa maniera è una presa in giro, è retrospettivo perché risale ad almeno 7 giorni prima, sono mesi che lo dico. In questo modo i casi si fanno risalire ad un tracciamento che peraltro non funziona più. Era stata fatta una proposta diversi mesi fa, adeguando il nostro sistema a quello europeo che lavora sui dati dell’incidenza e non sull’Rt, ma le Regioni si sono opposte in tutti i modi. Rt attuale è pertanto diverso da quello reale, mentre l’incidenza restituirebbe il dato corrente e corretto“.