Oggi gli azzurri hanno testato il campo centrale del Calcutta South Club dove venerdì e sabato India e Italia si sfideranno per il primo turno di Coppa Davis. I primi a calpestare il prato verde sono stati Marco Cecchinato e Andreas Seppi sotto l’occhio attento di capitan Corrado Barazzutti, con un bel sole a fare da cornice e una temperatura piacevole, ideale per giocare a tennis (24-25 gradi).
Con Barazzutti in panchina nella sua ormai quasi ventennale carriera di capitano di Coppa Davis, mai l’Italia aveva giocato sull’erba: “non succede spesso, ma quando succede bisogna giocarci“, dice Barazzutti. In Davis, da giocatore, gli è capitato due volte: “sì, nel 1976 giocammo a Wimbledon contro la Gran Bretagna e quell’anno conquistammo la Davis. Poi la stagione seguente perdemmo una finale sull’erba a Sydney“.
Messi da parte i ricordi, il capitano azzurro parla della sfida con l’India: “L’erba è una superficie non molto usata nel circuito, ci si gioca al massimo quattro settimane l’anno. Comunque noi possiamo contare su giocatori che ben si adattano ai prati, siamo ben attrezzati. Del resto sono abituati a misurarsi su tutte le superfici, dalla terra al cemento e all’erba. E questo è un vantaggio, sono tranquillo. Oggi abbiamo provato il centrale che è completamente diverso dai campi attigui sui quali ci siamo allenati nei giorni scorsi. E’ più veloce e la pallina rimbalza bassa. E’ il classico
campo in erba molto rapido“.
Marco Cecchinato torna in azzurro dopo due anni e mezzo: il 26enne palermitano aveva esordito in Davis contro la Svizzera nel 2016 a Pesaro a risultato già acquisito (finì 5-0 per l’Italia). Soprattutto torna in azzurro dopo un 2018 straordinario con i primi due titoli Atp in carriera (Budapest e Umago) e la splendida semifinale al Roland Garros. In assenza di Fabio Fognini, è lui il numero uno della squadra (19 del mondo). “Se tutto ciò mi mette pressione? No, essere qui è una bellissima sensazione. Oltre tutto una trasferta in una città complessa come Calcutta ti fa riflettere, ti fa capire tante cose osservando come vivono. Qui c’è una grande povertà. Ed è un onore essere il numero uno di una squadra molto forte e competitiva. Certo i campi in erba non sono facili da gestire. La superficie scelta dai nostri avversari non ci aiuta perché non siamo tanto abituati a giocare sull’erba, ma ci stiamo allenando e adattando. Seppi tra di noi è sicuramente il più forte su questi campi. Per venerdì saremo pronti“.
C’è anche un altro gradito ritorno in azzurro, quello di Thomas Fabbiano. “Ho fatto parte della squadra nella trasferta in Giappone di un anno fa- racconta il 29enne pugliese – siamo un’ottima squadra e c’è un bellissimo ambiente. Siamo pronti ad affrontare questa sfida con l’obiettivo di qualificarci alle finali di Madrid in questa Davis dalla nuova formula. Sono a disposizione del capitano. Ho iniziato bene il 2019 con il terzo turno ai recenti Australian Open e l’erba è una superficie che mi è sempre piaciuta“. Non a caso in coppia con Matteo Trevisan nel 2007 vinse il doppio junior a Wimbledon. (Spr/AdnKronos)
