Il secondo ritiro pre-stagionale è pronto per cominciare, Vincenzo Nibali ha raggiunto nella giornata di ieri Cambrils, Costa Daurada, con l’obiettivo di affinare la propria forma fisica in vista del debutto stagionale, che avverrà il 24 febbraio all’Uae Tour.

Uno step importante per cominciare una stagione che lo Squalo spera sia da ricordare, considerando anche Giro e Tour inseriti in programma: “ho tanta voglia di riscatto dopo un 2018 non andato come volevo dopo la Sanremo“ le parole di Nibali alla Gazzetta dello Sport. “Competizione, sfida, agonismo. Per me è vita. Sono sempre più cauto, Slongo invece si lascia andare molto di più. Crede nel lavoro che fa e bisogna dargliene atto, ma non siamo macchine. Vado per gradi, pensare al doppio appuntamento già ora è stressante. Focus sul Giro, poi si vedrà. Non sarò super-pronto all’inizio, non è detto che sia irripetibile il bis a Sanremo ma adesso non mi va di sbilanciarmi“. Tiene banco anche il futuro di Nibali, con l’ipotesi Segafredo che si fa strada: “ancora sono qua, sono trattative e progetti importanti. Segafredo è uno sponsor italiano, se ha interesse per un atleta italiano è normale che si faccia avanti. Sono in scadenza e c’è chi chiede informazioni. C’è stato un incontro, sì. I pagamenti dovrebbero essere saldati, regolati entro la fine del mese. Così è stato detto, ma è una cosa che non riguarda solo me“.

Infine, Nibali si è soffermato sul tema della sicurezza stradale: “Marco Scarponi si sta dando tantissimo da fare. Prima di Natale ho sentito Anna, la moglie di Michele. In Italia su questo fronte siamo tanto indietro. L’automobilista ci vede come un intralcio, non ci considera come mezzo. Se sei da solo, le auto ti fanno il pelo. Ti fanno il pelo! Se sei in coppia, ti suonano o tentano magari di buttarti anche giù. Questo è quello che capita. Quasi, meno ci vai e meglio è. In altre parti del mondo è diverso. Ci vorrebbe una legge quadro, un segnale fortissimo“.
