Il calcio italiano continua a prendere batoste significative, non nell’ultima settimana, bensì ormai da diversi anni. Nessuna competizione europea si è tinta d’azzurro negli ultimi 8 anni, dopo il Triplete dell’Inter, la Nazionale colleziona pessime figure, ma la mentalità degli addetti ai lavori ed anche dei tifosi continua ad essere sbagliata. Le varie fazioni di supporters continuano a “scannarsi” sportivamente parlando, tirando in ballo ciò che fu. Chi il Triplete, chi i successi dell’era Ancelotti, chi invece il dominio italico e le finali di Champions League giocate. Il tifoso italiano pensa al passato, si accontenta quasi di quel florido passato, dato che al momento siamo un po’ tutti sulla stessa barca che sta affondando. Solo pochi ‘lungimiranti’ danno un’occhiata a ciò che sta accadendo attualmente nella nostra Serie A, sempre più brutta calcisticamente e sempre più debole superati i confini. I dirigenti e le proprietà invece sono quelle che dovrebbero guardare avanti, dare un futuro al nostro calcio, ma manca totalmente progettualità. Bisognerebbe prendere atto della pochezza del nostro calcio e fissare questa “data” come un virtuale anno zero del mondo del pallone italiano. Bisognerebbe ripartire non pensando alle mollichine da raccogliere nell’immediato, ma costruendo per raggiungere traguardi d’alto livello in futuro.

Innanzi tutto dovremmo renderci conto che il buon vecchio calcio “all’italiana” non funziona più, basta davvero con questa idea di gioco trapassata. Bisognerebbe iniziare ad insegnare ai ragazzi ed ad innestare nelle nostre squadre di vertice, un’idea di calcio moderna, propositiva, scopiazzando da chi domina la scena internazionale da anni. Chi dice che non è nel nostro Dna è un arcaico pensatore dalla mente chiusa all’innovazione, all’aggiornamento ed al miglioramento. Probabilmente all’inizio di questo processo prenderemo delle sberle, ma tanto, le prendiamo ugualmente, tanto vale iniziare a costruire qualcosa di valido per il futuro. Nessuno al momento sembra trovare il coraggio di cambiare, partendo dalla Nazionale che è l’esempio lampante del flop italico degli ultimi anni. Dopo la vergognosa cavalcata di Ventura verso l’esclusione dal Mondiale russo, alle prime convocazioni non è cambiato assolutamente nulla. Ci vuole coraggio, attributi. Alla nostra Italia servono tecnici che guardino al futuro e non dei conservatori. In Nazionale via tutti i matusalemme e spazio alle nuove leve alle quali inculcare una nuova idea di calcio offensivo e piacevole come quello delle grandi europee. Basta difensivismi sfrenati. Nell’era in cui le grandi del calcio utilizzano centrocampisti in difesa, noi facciamo passi indietro posizionando difensori come esterni offensivi… c’è chi si aggiorna e chi ha paura. E’ proprio questa la parola chiave: “paura”. Questa Italia pallonara ha paura di aggiornarsi, paura di buttar tutto giù e ricostruire dalle fondamenta e questi sono i risultati, pessimi.
