Le stradine di Monte-Carlo spaventano la Haas: duro avvertimento a Schumacher e Mazepin

Il team principal della Haas ha messo in guardia Mick Schumacher e Nikita Mazepin in vista del GP di Monaco, chiedendogli di stare lontani dai muri

Si avvicina un week-end speciale per la Formula 1, il circus infatti si prepara a sbarcare a Monte-Carlo per il GP di Monaco, tornato in calendario dopo la cancellazione del 2020 causa Coronavirus. Una pista insidiosa che spaventa e non poco il Team Haas, considerando la scarsissima esperienza sul tracciato del Principato dei propri piloti al volante di una macchina di Formula 1.

LEGGI ANCHE: Formula 1, gli orari del GP di Monaco: si parte giovedì con le libere

Avvertimento

Foto di Valdrin Xhemaj / Ansa

Vista la poca dimestichezza di Mick Schumacher e Nikita Mazepin sulle stradine del Principato, Gunther Steiner li ha messi in guardia in vista del GP di Monaco: “durante il briefing diremo a entrambi solo una cosa, ovvero di stare lontani dai muri e dalle barriere. Una volta sbattuto a Monaco, la tua sessione è finita. Non puoi riavere la macchina indietro in tempi brevi e normalmente è comunque molto danneggiata. La sfida è grande. È un circuito molto stretto, ci sono molte persone che assistono all’evento: insomma, hai tutto quello che non vuoi in una gara come questa. Ci dovrebbe essere poca pressione sui piloti perché conosciamo il potenziale della macchina. Dovrebbero guardare alla gara solo per acquisire esperienza, poi quando torneranno qui con una macchina migliore avranno già imparato come affrontare Monaco, che è ovviamente una gara molto speciale nel calendario della Formula 1″.

L’ambientamento

Foto di Valdrin Xhemaj / Ansa

Il team principal della Haas ha poi parlato dell’ambientamento di Mazepin e Schumacher, dicendosi molto soddisfatto: “al momento siamo molto contenti di come si stanno muovendo all’interno della squadra. Si può sempre migliorare, ma siamo a un ottimo punto a livello relazionale. Hanno iniziato con il piede giusto e vanno nella giusta direzione. Ci sono molte persone che lavorano in un team di Formula 1 e i piloti hanno bisogno di conoscerle meglio, soprattutto quelle che lavorano direttamente con loro. Fino ad ora, però, ci sono stati progressi molto positivi”.