Auto diesel e rigenerazione FAP, ecco cosa c’è da sapere sul filtro anti particolato

Cerchiamo di fare chiarezza su uno dei componenti dell’auto diesel più importanti per la salute dell’ambiente

Nell’epoca della cosiddetta “demonizzazione del diesel”, dove è necessario districarsi tra divieti e blocchi del traffico, risulta ancora più importante conoscere le caratteristiche della nostra auto alimentata a gasolio. Le vetture con propulsore diesel omologate da euro 4 in poi vantano l’uso del cosiddetto FAP, ovvero il filtro antiparticolato che permette un post-trattamento dei gas di scarico nocivi. Spesso e volentieri, il FAP crea dei grossi problemi ai possessori delle auto a gasolio ed è per questo motivo che risulta necessario analizzare funzionamento e particolarità del filtro antiparticolato.

Un particolare software gestisce e controlla il funzionamento del FAP che lavora insieme ad un precatalizzatore capace di filtrare le pericolosissime polveri sottili (PM10). In breve, il filtro cattura il particolato atmosferico, per poi eliminarlo durante la cosiddetta fase di rigenerazione.

Il problema ai FAP nascono nei casi in cui si percorrono pochi chilometri al giorno e a bassa velocità con le auto diesel, infatti quando si guida prevalentemente in città la rigenerazione può non attivarsi o attivarsi in ritardo per colpa delle frequenti soste. Per aggirare questo problema sarà necessario percorrere in maniera periodica una strada extraurbana per circa 30 minuti almeno ad una velocità tra i 70 e i 90 km/h in modo da permettere al FAP di aumentare la temperatura e quindi di avviare la combustione.

Se il software che deve monitorare il FAP non riesce ad attivare la pulizia del filtro e quest’ultimo si intasa (in questo caso si accende un’apposita spia luminosa), allora bisogna ricorrere ad una pulizia manuale o nei peggiori dei casi alla sostituzione del filtro. Una pulizia accurata del filtro si può effettuare soltanto con tanta pazienza, a cui bisogna aggiungere un posto adatto e la strumentazione giusta, altrimenti ci si può affidare ad un esperto spendendo circa 500 euro. Altro discorso è la sostituzione del filtro che a secondo del componente scelto, del modello di macchina posseduta e della manodopera impiegata può variare da 500 a 5.000 euro.

Per risolvere il problema in maniera definitiva nel corso degli anni si è diffusa una soluzione illegale e molto dannosa per la saluta, ovvero la rimozione del FAP dall’impianto di scarico. Come già detto si tratta di una operazione illegale che viola l’articolo 78 del Codice della Strada. Chi effettua modifiche ad un veicolo che non corrispondono alle specifiche del libretto di circolazione è passibile di una multa che varia da 422 a 1.697 euro, a cui si aggiunge anche il ritiro del libretto e l’obbligo di riportare la vettura allo stato originario.