
“Quanto accaduto nei giorni scorsi negli stadi non possiamo ignorarlo. Lo ribadisco: quello non è calcio, non è sport. Per questo abbiamo deciso di lanciare un segnale per sensibilizzare tutti sull’importanza della storia e della memoria come antidoti all’antisemitismo, all’odio e alle violenze. Diciamo con forza no ai rigurgiti razzisti, fascisti ed antisemiti. Andremo ad Auschwitz e Birkenau insieme agli studenti per crescere ed essere persone migliori. Affinché tutti sappiano, tra il bene e il male, da che parte stare”, parole del sindaco di Roma Virginia Raggi. Che – dopo i vergognosi episodi che hanno visto oltraggiata da alcune tifoserie l’immagine di Anna Frank – ha deciso di invitare al “Viaggio della Memoria 2017” il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi e il responsabile Dipartimento Junior dell’AIC e campione del mondo con la Nazionale nel 2006 Simone Perrotta. Un gesto sicuramente molto bello e toccante, ma che non sposterà di una virgola l’ipocrisia presente nel mondo del calcio. Un mondo – riferito a quello che accade nelle frange ultras – dove sono presenti regole precise, che sicuramente non sarà un gesto simbolico a cambiare. Esattamente come successo per la lettura degli stralci del ‘Diario di Anna Frank’, andata in scena negli stadi italiani nell’ultimo weekend. Per una svolta servirebbe ben altro: da una presa di posizione da parte delle istituzioni a nuove rigidissime leggi. Non resta che passare ai fatti.
