WEC, Kubica pronto per la nuova sfida: “credo di potermela cavare. F1? Potrei guidare nell’80% delle piste del Mondiale”

Robert Kubica verso l'esordio nel prossimo Mondiale Fia Endurance: ecco le sensazioni dell'ex pilota di F1

Robert Kubica è pronto ad iniziare una nuova avventura. L’ex pilota di F1 ha annunciato che parteciperà al prossimo mondiale FIA Endurance (WEC, ndr) con il team ByKolles nella categoria LMP1.

LaPresse/Photo4
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E’ in effetti una cosa nuova, ma credo che alla fine tutto dipenda dai compagni che hai. Anche sotto questo aspetto, per chi come me non ha esperienza nel contesto, credo sia meglio iniziare da una squadra che non ha ambizioni da primato. Detto questo, abbiamo le nostre sfide personali, magari difficili da cogliere dall’esterno. Per quanto mi riguarda, voglio concludere i weekend di gara con la convinzione di essere riuscito a tirare fuori il massimo dalla machina, nell’interesse del team e dei compagni”, ha dichiarato il polacco in un’intervista a Motorsport.com

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Non nascondo che il 2016 sia stato per me un anno quasi sabbatico. Ho disputato delle gare soprattutto mirate ad avere risposte sulle mie condizioni fisiche. Ho iniziato la stagione disputando la 12 ore del Mugello con la Mercedes SLS GT. Una macchinone confortevole, che mi ha permesso di ricavare dei feedback importanti. Ho visto dove dovevo migliorare, e piano piano ho pianificato altre apparizioni come a Spa, con la Renault RS01. Poi ho guidato a Vallelunga, sempre con la stessa vettura, per mettermi alla prova su stint lunghi, ed infine nella 24 ore di Dubai dove ho avuto altre conferme che cercavo. Ho corso in squadre di amici, senza pressioni, perché alla fine il mio obiettivo era quello di capire come reagiva il mio fisico alle varie condizioni“. ha aggiunto Kubica.

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Ero e sono un “racer”, che in passato era abituato a lavorare con grandi professionisti. Oggi sto iniziando un nuovo percorso, e devo essere in grado di adattarmi a contesti differenti. Negli ultimi anni ho ricevuto molte offerte per essere al via di gare, ma ho sempre dovuto mettere la condizione di disputare almeno un test prima del weekend di gara. Devo conoscere il mio fisico, e non potevo dire sì senza avere le certezze di poter far bene. Voglio sapere se incontrerò delle difficoltà, e capire come poter affrontare eventuali problemi. Ora mi sento pronto”, ha continuato l’ex pilota di F1 che ammette di aver detto di no tre anni fa per tornare a bordo di una monoposto per una prova, ma che adesso si sente pronto a farlo:

21-25.01.2015 FIA World Rally Championship 2015, Rd 1, Rally Monte Carlo, Monte Carlo, Monacotre anni fa mi hanno offerto di provare una Formula 1, ma in quel momento non avevo la certezza di poter far bene. E’ vero che certi treni possono non passare più, ma ho sempre voluto essere sicuro di quello che mi accingevo a fare, e se non ho certezze è meglio lasciar perdere. La mia situazione fisica non è comune, poche persone hanno vissuto vicende simili, ed ognuno reagisce in modo differente, siano in un contesto in cui le reazioni sono molto personali. Oggi risponderei diversamente, proverei una Formula 1. E’ passato del tempo, ho avuto modo di mettermi alla prova, e credo che potrei farlo bene. Riproverei soprattutto per rivivere il brivido che una monoposto di Formula 1 trasmette. Ho provato molti simulatori, e sono convinto che sull’80% delle piste del Mondiale potrei guidare, però non su tutte. C’è anche da sottolineare che provare una monoposto di Formula 1 in un test è una cosa, mentre in un weekend di gara è tutt’altra“.

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Nelle mie ultime tre stagioni di Formula 1 ero arrivato ad un livello di performance notevole, un livello che mi manca un po’. Nel 2010 con Renault credo di non aver sbagliato nulla, e per arrivare a quel livello di resa bisogna lavorare tanti anni. Nei rally mi è mancato proprio questo aspetto, ovvero il tempo per prepararmi al meglio, tutto è stato fatto troppo in fretta”.

Tornando alla sua nuova avventura poi dichiara: “credo di potermela cavare bene. Dopo il test in Bahrain ho verificato l’angolo di sterzo, e non dovrebbero esserci problemi. Oggi sono certo di essere a posto al 90%, e il 10% restante credo che sia un margine colmabile”.