Il dieselgate, lo scandalo delle emissioni truccate che ha coinvolto il Gruppo Volkswagen, leader mondiale del settore automotive, ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora destinato ad avere conseguenze e strascichi per molto tempo. Nella giornata di mercoledì, dopo numerosi ripensamenti, l’amministratore delegato di Volkswagen – Martin Winterkorn – ha annunciato le sue dimissioni diramando una nota ufficiale: ”Volkswagen ha bisogno di un nuovo inizio e sto aprendo la strada a questo nuovo inizio con le mie dimissioni”. Nonostante la sua resa, il manager tedesco ha continuato a difendere la propria posizione, affermando con forza la sua completa estraneità ai fatti.
Venerdì prossimo il consiglio di sorveglianza della casa automobilistica esaminerà le proposte per selezionare un nuovo management: tra i possibili papabili per prendere il posto di Winterkorn, troviamo ll CEO di Porsche, Matthias Mueller, l’amministratore delegato di Audi, Rupert Stadler, e il responsabile del brand VW, Herbert Diess.
Nel frattempo sono circolate le indiscrezioni relative alla pensione che spetterebbe a Martin Winterkorn : si parla di una cifra pari a 28,6 milioni di euro e non ci sono condizioni nel contratto per cui non debba esser pagata, inoltre al manager potrebbero andare anche altre due annualità, raggiungendo così un totale di 33 milioni di euro.
