Volkswagen inizia a vedere la luce dopo il buio calato sul colosso tedesco a causa dello scandalo delle emissioni truccate scoppiato negli Usa lo scorso settembre e allargatosi su tutti i mercati del globo. La Casa di Wolfsburg ha rispettato il termine ultimo – fissato per il 21 aprile – per raggiungere un accordo con le autorità USA sul risarcimento da fornire ai possessori dei modelli equipaggiati con il propulsore 2.0 litri TDI dotato di centralina truccata.
I 480.000 clienti americani interessati dallo scandalo dovranno essere risarciti con una serie di possibili opzioni scelte da Volkswagen: congruo indennizzo economico, riacquisto dell’auto, annullamento del leasing e l’eventualità di modificare le centraline della auto in questione, mentre non è stato ancora stato confermato il risarcimento di 5.000 dollari per ogni cliente.
L’accordo tra il Governo degli Stati uniti e il colosso tedesco potrà essere perfezionato entro il 21 di giugno, giorno in cui si terrà l’udienza finale che metterà fine agli aspetti civili della vicenda, ma non quelli penali e soprattutto non riguarda assolutamente le altre azioni legali intraprese nel Vecchio Continente e anche in altri stati del mondo.
