Chi si mette al volante di una vettura in stato di ebrezza, ma con un tasso alcolico superiore di poco al limite consentito, quindi non proprio ubriaco, e i suoi comportamenti alla guida non provocano danni non è punibile dalla legge. A dirlo è la sentenza numero 23216 della Corte di Cassazione che rimanda alla norma sulla tenuità del fatto, introdotta con il Dlgs 28/2015.
La motivazioni della sentenza si soffermano sul fatto che la condotta del guidatore non può esser considerata sconsiderata se il tasso alcolemico poco superiore al consentito non è considerato decisivo: “se è vero che la presenza di un grado etilico superiore a quello minimo può deporre in astratto per un fatto non particolarmente tenue ciò non vale in assoluto e in concreto”.
