La notizia, se pur di qualche anno fa, del ritrovamento in un garage abbandonato del Portogallo di auto storiche dal valore di 36 milioni di dollari, è una di quelle notizie che affascinano non solo gli appassionati di auto e motori ma di chiunque riesca ad identificarsi con il sogno della scoperta che combinato all’affare, cattura indistintamente l’attenzione di tutti noi. Aprire la pesante porta in acciaio di un fienile adibito a magazzino e scoprire un bottino abbandonato da anni è un affare piuttosto eccezionale soprattutto se si tratta di un numero considerevole d’auto d’epoca vengano riscoperte tutte insieme e nel medesimo posto.
Sono quei ritrovamenti eccezionali che vengono paragonati il più delle volte, dagli addetti ai lavori del campo automotive, a scoperte archeologiche di un a certa rilevanza. Questo tesoro dimenticato è considerato uno dei più importanti e probabilmente l’ultimo grande ritrovamento di vetture da sogno scomparse.
Al giorno d’oggi sta diventando sempre più difficile concludere affari degni di questo nome; spesso si è costretti a scendere a compromessi svantaggiosi per non pagare un bene più di quanto valga. Non è stato così arduo concludere l’affare per questa coppia Newyorkese, che trasferitasi in Portogallo per trascorrere serenamente la vecchiaia lontani dallo stress della grande mela, si sono imbattuti nell’affare più bello della loro vita. La realizzazione di un sogno, per altri un ottimo investimento, per altri ancora un modo per mettersi al volante di grandi auto del passato non ancora schiave dell’elettronica.
Il bello è l’imprevedibile
Una storia che sembra una favola. Immaginate una modesta casa colonica di campagna, appartenuta a proprietari deceduti e senza eredi; immaginate una coppia di americani che lascia New York in cerca di una vita meno frenetica e in cerca di un immobile in paese oltre oceano; immaginate un fienile in disuso per più di 15 anni in stato di abbandono e in vendita giudiziaria.
Adesso proviamo ad immaginare l’espressione di questa coppia di pensionati, che al momento della ristrutturazione decidono di tranciare il grosso lucchetto d’acciao del vecchio fienile ed una volta entrati si trovano un parco auto che farebbe invidia a qualsiasi prestigioso museo di auto d’epoca. Coperte da centimetri di polvere, umidità e segni di corrosione alcune delle vetture più importanti della storia si sono conservate in ottimo stato; marchi delle più prestigiose case automobilistiche dall’ Alfa Romeo alla Lotus, dalla BMW all’Austin, dalla Volvo alla Porsche ma anche Matra,Opel, Lancia ed alcune auto da corsa, hanno realizzato uno di quei sogni che si concretizzano poche volte nella vita di ognuno di noi ma che accendono quel desiderio e quella speranza che sempre accompagna la vita di un uomo. Niente male se consideriamo la valutazione stimata solo del “fienile” pari a 36 milioni di dollari.
E’ normale pensare che una collezione d’auto così vasta potrebbe non essere una scoperta del tutto casuale o pensare a come possa essere venduta una proprietà ed edifici annessi senza prima controllare cosa si cela al suo interno.
Qualcuno ha affermato che si possa trattare del deposito personale di un ricco commerciante d’auto portoghese, da anni dedito alla collezione di auto ed affari d’epoca ed indeciso sul destino delle stesse. Tante le stranezze intorno a questa storia, anche se pensiamo che la location del ritrovamento non è stata mai realmente rivelata, e quello che si conosce è solo il numero approssimativo delle vetture, ben 180.
Continuiamo però a credere nella favola, perchè ci piace sperare e ci piace sognare ad occhi aperti così come accadde in Francia nel 2014, quando gli esperti di Artcurial sono arrivati in una delle tenute di campagna della famiglia Baillon si sono trovati davanti un tesoro d’auto d’epoca con una collezione privata di oltre 60 auto (abbandonata da 50 anni tra Ferrari, Maserati, Bugatti ed anche la California appartenuta ad Alain Delon dal valore di oltre 10 milioni).
Un’altra sensazionale scoperta quella di Baillon, in una rimessa agricola a Échiré nell’ovest della Francia; d’auto d’epoca abbandonate ed appartenute al collezionista privato Roger Baillon che da metà degli anni Cinquanta ai primi anni Sessanta acquistò diversi gioielli automobilistici, tra le quali figurano Bugatti, Maserati, Ferrari, Hispano-Suiza, Talbot-Lago e altre – prodotte tra i primi anni Trenta e gli anni Cinquanta. Pezzi unici salvati dalle demolizioni degli anni ’60 e ’70, ma soprattutto una rara Bugatti Type 57 Ventoux, una Delahaye Coupé Chauffeur, una serie 1 Facel Vega Excellence, l’ Hispano Suiza H6B cabriolet Millon-Guiet, la Maserati A6G 2000 Gran Sport Frua, la Panhard-Levassor Dynamic coupé X76, una Talbot Lago T26 cabriolet Saoutchik appartenuta al re d’Egitto Farouk e una Talbot Lago T26 Grand Sport coupé Saoutchik.

Non resta che augurarci di veder vivere nuovamente queste auto nella speranza che ancora riescano a trasmettere sensazioni che solo un auto d’epoca può trasmettere e condividerne con tutti la passione. Nella vita speriamo sempre che qualcosa possa cambiare, che i desideri si avverino ma la vita si sa è sempre trionfo dell’improbabile e miracolo dell’imprevisto.














