Durante la conferenza stampa che si è tenuta nel corso del Salone di Ginevra 2017, Sergio Marchionne ha parlato del futuro produttivo del Gruppo FCA annunciando il futuro spostamento della produzione della Fiat Panda da Pomigliano allo stabilimento polacco dove vengono prodotte la Fiat 500 e la Lancia Ypsilon. La decisione di Marchionne punta a portare a Pomigliano la produzione di alcuni modelli premium targati Alfa Romeo e Maserati, perché secondo il manager italo-canadese, lo stabilimento campano sarebbe più adatto alla produzione di vetture più complesse e sofisticate.
La notizia ha comunque scatenato un vespaio di polemiche e tanta preoccupazione, specie tra i sindacati. Maurizio Landini, leader di Fiom, è infatti convinto che sta iniziando un processo che porterà alla fine della produzione in Italia di vetture marchiate Fiat. La preoccupazione di Landini è che la realizzazione di modelli premium a Pomigliano potrebbe avere degli effetti negativi sul livello occupazionale, considerando che il futuro numero di modelli prodotti potrebbe essere più esiguo rispetto a quelli della Panda, proprio perché si tratterà di vetture di nicchia.
Già oggi, la Fiat Tipo viene prodotta in Turchia, la già citata Fiat 500 in Polonia e la Fiat 500L in Serbia: quindi se anche la Panda dovesse emigrare, la Fiat sarebbe sempre meno “italiana” e questa cosa potrebbe avere degli effetti negativi sull’economia del nostro paese.






