Secondo l’EPA – l’agenzia ambientale americana che ha scoperchiato il caso del Dieselgate di Volkswagen – ha accusato il Gruppo FCA (Fiat-Chrysler) di aver utilizzato un software (senza dichiararlo) sul motore 3.0 litri diesel che influisce sui dati delle emissioni nocive della suddetta unità.

L’EPA ha quindi puntato il dito contro FCA utilizzando parole dirette e molto dure: “Un’altra casa automobilistica ha deciso di aggirare le regole ed è stata scoperta, si tratta di una seria violazione della legge, perché tutte le case automobilistiche devono giocare seguendo le medesime regole”.
Dopo la notizie relativa alle accuse dell’EPA, il titolo di Fiat Chrysler Automobiles è crollato del 16% alla Borsa di Milano e del 10% a Wall Street, mentre oggi il titolo ha aperto a Piazza Affari in rialzo del 7,4% a 9,44 euro, per poi stabilizzarsi intorno al 5%.
