Come “The Greatest”, perché anche lui è “The Greatest”. Come un pugile, perché anche lui, a modo suo, pugile è: in pista. Come Ali, che prendeva a “parole” gli avversari con la sua loquace intelligenza e li salvava poi con umili gesti. Muhammad Vali, grande pilota, grande campione, grande showman. C’è molto di Muhammad Ali nel gesto di ieri di Valentino. Una stretta di mano consumata sempre e solo seguendo i suoi tempi, dettando da imperatore le modalità della guerra prima e della pace poi. Vali come Ali, gli avversari li stende, non solo in gara.
Vali gli avversari li manda al tappeto, in confusione. Guerra all’ultimo sangue prima, quando perde: non più sguardi, non più amicizia, non più rispetto. Pace con stretta di mano davanti ai fotografi a suggellare il tutto, dopo, quando vince. Una stretta di mano che significa vera pace può (deve?) essere stretta in silenzio, lontana dai flash e dalle paparazzate? Vali invece sceglie il palcoscenico più importante, l’attimo dopo la sua vittoria, per siglare, con tempismo da pugile affermato, la sua pace con il bimbo Marc, fotografata e immortalata, a beneficio di tutti, e per sempre. Io faccio la guerra, io decido la pace. Muhammad Vali, stravince in pista e comanda con la sua testa sopraffina le regole che governano il motociclismo moderno. Per gli avversari, lo si è visto ieri, sarà durissima batterlo! Perché Muhammad Vali, ora più come mai, sembra sempre più “The Greatest!”
