Sono passati 5 anni da quel terribile incidente che ha fatto perdere la vita a Marco Simoncelli. Il Sic però vive dentro ognuno di noi, vive in ogni Gp, vive in ogni tifoso, più o meno appassionato delle due ruote. E’ bene impressa nella mente di tutti noi la sua foto con le braccia aperte in sella alla sua moto e i suoi riccioli svolazzanti e mai niente e nessuno riuscirà a farcela dimenticare, o anche solo a sbiadirla un po’.
Adesso Marco vivrà ancora di più in tutti i Gp dell’anno, perchè il team fondato dal padre Paolo, Sic 48 Squadra Corse, nel 2017 sarà nel Motomondiale, in Moto3.

“Aldo Drudi ha avuto la pensata, e io ho concluso che sì, che valeva la pena provarci“, ha raccontato Paolo Simoncelli a La Gazzetta dello Sport. “Gliel’avevo promesso, che l’avrei riportato nel Motomondiale. E ce lo riporto. E’ la mia scommessa. Sarà bello e durissimo. Sarà difficile andare a Sepang, ho già chiesto a mia moglie di esserci, sia lì che al primo GP, in Qatar“, ha aggiunto Simoncelli.
“Vogliamo essere una scuola di pensiero. E’ un concetto che piace molto alla Kate, la morosa di Marco, che vive sempre in casa con noi. L’ha voluta lei. Significa che vogliamo far crescere i nostri ragazzi. Li vogliamo educare”, ha continuato il papà del Sic.

“Eravamo a Vallelunga, i due nostri piloti nonostante le raccomandazioni fecero una cazzata, di quelle grosse. E io li mandai a casa. Uno dei due poi ha capito ed è rientrato, è Mattia Casadei. L’altro no. Ma per me è così che funziona: certi valori vengono prima persino della velocità. Chi entra in questa squadra rappresenta un nome e a quel nome deve rispetto, educazione, impegno. Un giorno è arrivato un ragazzino, era presuntuoso, spocchioso. Anche a lui ho detto di andarsene. Al contrario, proprio quel giorno dell’episodio di Vallelunga, a girare c’era Tony. Dopo avermi sentito sgridare i miei piloti, è stato lui a dire a suo padre. “Papà il prossimo anno voglio correre con Simoncelli”. Quindi eccolo qua: perché ha capito esattamente quel che cerchiamo“, ha spiegato ancora Simoncelli.

“I ragazzi vogliono anche dei paletti non solo le coccole. Io li abbraccio, e quando è il caso mi incazzo con loro. Ci sono troppi genitori per i quali i figli hanno sempre ragione. Ecco, io sono certo di non aver mai fatto così con Marco. Per questo mi rispettava. Per questo è stato lui a volermi nel box anche al Motomondiale, dove tutti i padri di solito spariscono. Ne ero felicissimo. Orgoglioso“, ha concluso.
