Marco Simoncelli avrebbe compiuto oggi 35 anni. Tutti gli appassionati di moto e gli italiani amanti dello sport lo ricordano in questo giorno specaile. Paolo Simoncelli, papà di Marco, ha concesso oggi un’intervista a Fanpange, nella quale ha aperto il suo cuore.

“35°? Non ho mai tenuto il conto. Lo viviamo come un giorno normale. Se ne preoccupano più gli altri di noi in famiglia. Per noi ogni giorno è uguale. Per noi Marco è un denominatore comune tutti i giorni dalla mattina alla sera, quindi non è che ci sia un giorno particolare. Sicuramente se ci fosse stato ci saremmo divertiti di più sia noi che voi spettatori. Bisogna continuare a vivere. Quando dico che ho fatto la squadra corse (la SIC 58, ndr) per non morire è vero. Essere impegnati e avere un lavoro che ti appassiona in un posto poi che porta il nome di Marco onestamente aiuta tantissimo. Ti fa sentire più forte e certamente siamo più “belli” ogni giorno. Quindi è un modo per sopravvivere“, ha affermato il papà del Sic.

Non poteva mancare un commento sul ritiro di Valentino Rossi, grande amico di Marco: “intanto diciamo che è da due anni che Valentino Rossi era sì presente ma non era più quello di una volta. Sicuramente ci sono tantissimi ragazzi giovani che faranno la storia nei prossimi 10 anni. Ci sono dei bei piloti italiani. Credo però che sostituire Valentino, non tanto il campione quanto il personaggio, sia davvero difficile. Poi onestamente in questo momento non vedo dei ‘guasconi’, vedo degli iper-professionisti che però trasmettono poco quando parlano in pubblico: sembrano tutti depressi, sembrano leggano un qualcosa di già scritto senza trasmettere alcun entusiasmo. Io con mio figlio ero abituato diversamente. E forse è proprio quella così lì che manca e non vedo al momento ragazzi che abbiano quel carisma lì“.

Infine, Paolo Simoncelli ha aperto una parentesi sulla sicurezza in pista: “il livello di sicurezza dei circuiti è già altissimo. Credo che si possa fare davvero pochissimo. Dal punto di vista dell’abbigliamento si è fatto uno step enorme. Purtroppo quando vieni investito da altri c’è poco da fare. La più grande dimostrazione è stata il fatto che Marco è morto nel circuito più sicuro del mondo”.
