Stefano Accorsi è un attore italiano affermatissimo che, come tutte le star, è ricco di passioni. Tra queste c’è quella per i motori: Accorsi tra i tanti ruoli interpretati nei suoi film, ha vestito anche i panni di pilota, di rally, nella pellicola “Veloce come il vento”, ed è proprio da questo lavoro che è partito tutto.

La curiosità è cresciuta sempre più e Accorsi ha piano piano intrapreso anche la carriera di pilota e adesso è pronto per scendere in pista per il tricolore turismo categoria Tct organizzato da Aci.
“Ci ho preso un gran gusto, vero. E’ stata un’idea un po’ folle, nata per caso, ma venerdì ad Adria ci sarò. E poi a Misano il 4 giugno e Vallelunga il 24 settembre“, ha dichiarato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.
“Più giri più conosci la macchina, più capisci i limiti oltre i quali puoi spingerla, i tuoi su cui devi lavorare. E l’ansia del primo momento lascia spazio all’entusiasmo. E’ successo tutto in un mese, abbiamo provato per gioco, dopo aver seguito durante le riprese del film la GT3 e GTCup. I tempi non erano male e così….“, ha aggiunto Accorsi.

“Quando fai un ruolo che ti coinvolge succede che per un po’ il personaggio lasci un eco in te. Loris è andato a toccare una passione che ho da quando ero bambino, da quando con mio cugino meccanico passavamo l’estate a disegnare pistoni, cilindri e canne sulla sabbia, invece che giocare a beach volley. Loris è riuscito a solleticare una cosa che poi la Peugeot, dove mi sento a casa, mi ha dato la possibilità di sviluppare. Una cosa incredibile, che pensavo irrealizzabile“, ha continuato l’attore italiano che al primo allenamento è stato immediatamente ‘punito’: “la prima volta che ci siamo visti, ero in ritardo di 7’ e Arduini mi ha messo subito in riga. Poi, mi ha insegnato che una macchina si saluta e si bacia prima e dopo. Che all’inizio le si dà del lei. Come quando preparo un personaggio per il cinema, ho bisogno di sapere tanto, tutto, per poi poterci non pensare più». Per andare forte e basta. Velocità è istinto, ma anche tecnica. «Ti deve piacere questa sensazione qui. Devi aver voglia di cercarla. Il “chi me lo ha fatto fare” ora è diventato che appena vedo la macchina ho voglia di salirci“.

Una passione anche rischiosa e pericolosa che però la moglie Bianca Vitali ha approvato: “mia moglie l’ha presa con filosofia, ovviamente mi dice di stare attento. Mi seguirà in tv, è appena nato Lorenzo. Io la tv non la seguo tanto, neanche la F.1, ma sono contento che sia un Mondiale appassionante e che la Ferrari sia tornata così competitiva. E’ un orgoglio nazionale, fa parte della mia terra, della mia tradizione. Seguo poco anche Rossi, ma resta un mito assoluto, ancora capace di dare filo da torcere a tanti“, ha concluso.

