Valentino Rossi, le prime rivelazioni sui test di Sepang e il futuro senza MotoGp: “quando smetto qualcuno sarà contento! LeMans? Si, con Alonso e la mia ex” [VIDEO]

A tutto Valentino Rossi: dalla fidanzata mancante per scelta alla speranza di una moto competitiva per il 2018: il Dottore sempre divertente e... divertito

Un 2017 di alti e bassi per Valentino Rossi. Il Dottore ha dovuto fare i conti con diverse problematiche durante la stagione di MotoGp terminata due settimane fa a Valencia: un brutto infortunio, ma soprattutto diversi problemi tecnici con la M1 hanno impedito al pesarese di lottare per il titolo Mondiale. Valentino Rossi è adesso in ferie, ma prima di godersi un po’ di meritato relax parteciperà ad un ultimo appassionante appuntamento a motori, il Monza Rally Show, appuntamento che chiude la stagione agonistica del circuito brianzolo. Di rientro da due giorni di test privati con la Yamaha a Sepang, Valentino è stato ospite oggi di Linus e Luca Savino a Deejay Chiama Italia ed è proprio dai test che è partita la lunga chiacchierata in Radio:

“sono andati abbastanza bene, alla fine abbiamo girato col telaio vecchio, del 2016, finalmente siamo tutti d’accordo che quello del 2017 era un po’ peggio, ma ancora dobbiamo aspettare la moto nuova in realtà, ci sarà qualcosa di interessante per febbraio. Quando qualcosa non andava bene dovevo dirlo ai giapponesi, in giapponese, forse per questo non ci siamo capiti (ride, ndr). Il problema è stato che era arrivato Vinales e lui con questa moto è andato subito forte, io quando l’ho provata non mi sono trovato bene. Siamo stati a Valencia a provare e non mi sono trovato bene, in Malesia uguale, ma Vinales andava fortissimo quindi ho pensato che forse ero stanco io, ma alla fine è stato un errore e abbiamo perso un sacco di tempo” 

Tantissime le domande arrivate in Radio durante la diretta, tantissimi hanno chiesto al Dottore del suo infortunio, del suo stato fisico attuale e di come sia possibile guarire così velocemente come ha fatto lui:

“la calza la tengo solo quando vado in moto, altrimenti niente, sto facendo ancora tutto il percorso di rinforzamento, in palestra sto lavorando ancora, ma sto bene. E’ stata dura, mi sono rotto tibia e perone, è farsi male molto, è rompersi una gamba, una cosa che mi era già successa, quando mi è successo ero disperato per 3 cose: a. faceva molto male, b. sapevo cosa mi aspettava e c. pensavo al campionato, ogni speranza era chiusa ormai. Poi è successo una settimana prima di Misano, la gara di casa. Quest’anno mi è successo 2 volte, prima del Mugello ho dato una botta sulla pancia con la moto da cross, mi sono fatto molto male, avevo il sangue nei polmoni, ma sono stato fortunato perchè non è successo niente, guarda una botta di culo, mentre la seconda volta una caduta stupidissima a trenta all’ora, durante un giro di enduro che faccio da anni con amici di mio padre. Sto bene, ho lavorato forte per cercare di dimenticare l’errore, quindi mi sono fatto un bel culo, sto bene però adesso”.

Impossibile non proiettarsi poi sul futuro, immaginando una MotoGp senza Valentino Rossi, ma soprattutto un Valentino Rossi senza MotoGp:

ci sarà qualcuno molto contento quando smetterò, qualcuno dei miei avversari. Ho avuto una carriera molto lunga e ho vinto tanto, poi la gente si è innamorata molto, a parte che qui in Italia ho fatto conoscere il motociclismo a tanta gente che non lo seguiva. Anche all’estero è incredibile: ho tantissimi tifosi anche in Spagna, è un grande gusto, non so perchè, forse perchè non mi conoscono.  E’ uscita un’intervista ad un giornale tedesco dove dico di avere paura di smettere, si ho paura di smettere, penso che quando smetterò con la MotoGp avrò una decina d’anni per correre con le macchina, i rally o in macchina su pista, tipo la 24h di LeMans. Magari corriamo insieme ad Alonso, così usciamo insieme la sera (ha scherzato Valentino con riferimento alla relazione tra il pilota spagnolo di F1 e la sua ex fidanzata Linda Morselli, ndr). Però in quest’intervista sembra che io corro perchè poi ho paura di smettere ma non è vero, correre finchè sarò competitivo e mi piacerà, un po’ paura della vita normale che succederà dopo, ma dai, voglio dire… Secondo me in qualche modo ce la faremo. Il momento cruciale dove sono stato più vicino alla F1 è stato il 2006, andavo forte, erano stati dei test buoni, ero stato piuttosto veloce, ho una certa esperienza anche con le macchine da corsa, ma sarebbe stato comunque difficile diventare pilota ufficiale della Ferrari, non ero pronto a lasciare le mote, non mi sono mai pentito, da lì poi sono successe cose bellissime”. 

Il Dottore ha terminato martedì due giorni di test con la Yamaha, dove lui e il suo compagno di squadra Maverick Vinales hanno dato tutte le informazioni necessarie ai giapponesi del team di Iwata per creare una moto il più competitiva possibile per la prossima stagione. In quell’occasione Valentino Rossi ha sfoggiato un nuovo casco in versione messicana, che userà anche a partire da domani al Rally Monza Show e nei prossimi test invernali:

“il casco l’ho usato in Malesia lo userò al Rally di Monza e per i test invernali, ma il casco della stagione sarà un altro. Il disegno l’anno prossimo cambierà dopo due anni.  Il titolo? L’anno scorso si poteva fare, quest’anno era più difficile, però pensiamo all’anno prossimo ci proviamo sicuro, bisogna essere in forma e che la moto sia competitiva, secondo me quest’anno sono andato abbastanza forte ho guidato abbastanza bene. Adesso è un momento importante perchè da qui a febbraio bisogna che la yamaha fa il salto di qualità. Il grosso del lavoro nostro è stato fatto, abbiamo fatto un lungo meeting martedì dopo i test dove abbiamo detto sia io che Vinales quello che pensiamo, adesso stiamo in contatto ma aspettiamo febbraio, la seguo step by step, il team è in italia, viene fatto tutto in Giappone, ci sono i miei meccanici che a gennaio vanno 4 giorni in Giappone a costruire le mie due moto. Adesso quindi niente moto fino al primo Febbraio, quindi Ranch, Ranch come se piovesse, faremo anche una gara. Non c’è l’asfalto, il fondo è un misto cemento abbastanza duro e poi sopra ci mettiamo del materiale che dipende dalla stagione, il materiale estivo, molto terra mentre quello invernale che sono delle pietre di fiume tritato che serve a fare meno polvere. Nasce dal flat track americano, che adesso va molto di moda, loro girano in un ovale solo a sinistra e ti insegna ad entrare in curva senza frenare, perchè loro non hanno il freno davanti solo dietro, devi rallentare la moto piegandola e mettendola di traverso. Grandi sfide con i ragazzi dell’Academy. Io quando mi alleno uso la R1 che è la più simile possibile”. 

E proprio riguardo il Ranch Valentino Rossi ha poi commentato la lotta con gli abitanti di Tavullia che hanno fatto ricorso al Tar e che si lamentano per il troppo rumore:

“quando hai una pista dove girano le moto è sempre una bega, noi siamo in regola con tutto, siamo a posto, penso che sarà una lotta che non finirà mai, è iniziata il giorno che abbiamo aperto. Noi giriamo una volta la settimana d’inverno e una volta ogni due settimane d’estate. Sopportateci“.

Valentino Rossi ha poi ammesso di essere ancora single, di avere al momento solo un amore: la sua moto. Una vita complicata, sempre in giro per il mondo, che non permette al pesarese distrazioni:

sempre single. E’ difficile, quando vado alle gare mi piace essere solo col mio team, non ho tempo per avere una morosa quando sono alle gare, quindi questo rende tutto molto difficile, sono sposato con la moto, felicemente, lei ricambia, non sempre“.

11 i piloti attualmente sotto contratto con la VR46 Academy, tra questi anche il campione del mondo di Moto2, che dal prossimo anno gareggerà in MotoGp proprio contro il suo maestro e anche il fratello minore di Valentino, Luca Marini, che dal 2018 sarà un pilota di Moto2 dello Sky Racint Team, squadra del Dottore:

“c’è Franco Morbidelli che sarà mio avversario, è molto forte, quest’anno ha fatto paura. In Moto2 si chiama Kalex, mentre in MotoGp, Honda del team Marc Vds, è stata una grande soddisfazione vederlo vincere il mondiale. E’ stata una grande soddisfazione perchè Franco è veramente un ragazzo d’oro, molto equilibrato e tranquillo. E’ divertente guidare con questi ragazzini, sono dei bastardi, hanno poca soggezione, è bello stare con loro, dà gusto. Luca? Siamo fratelli a metà, solo per mamma, solo per la Stefi, è bravo è forte, l’anno prossimo correrà per il nostro team in Moto2. E’ molto tranquillo, posato, noi lo chiamiamo il pilota russo, Marinovic, freddo, alto alto, magro, bianco di carnagione occhi azzurri, non si fa tradire dalle emozioni ma in realtà non siamo così diversi: in comune la passione per le sfide e le moto. Lui quest’anno ha 20 anni, stiamo spesso insieme, lui ha sempre abitato con mia mamma quindi siamo lì, eravamo sempre vicini“.