Una situazione non più sostenibile, un deficit tecnico che obbliga la Yamaha ad intervenire nel minor tempo possibile. La distanza con Honda e Ducati è divenuta ormai siderale, uno scenario apocalittico che spinge anche Valentino Rossi ad alzare la voce.

Non nei toni sia chiaro, bensì nei contenuti dei suoi discorsi alla squadra, rassegnatasi ormai a questa situazione di stallo. Il week-end di Aragon ha aumentato la preoccupazione del pesarese che, come rimedio a questa situazione, ha paventato soluzioni drastiche: “c’è una similitudine rispetto a quando arrivai nel 2004 – le parole di Valentino Rossi riportate dalla Gazzetta dello Sport – presero me, ero il pilota più veloce, ma non solo. Masao Furusawa (d.t. Yamaha; n.d.r.) fece un programma per cambiare radicalmente il reparto corse, ci furono svolte profonde anche nel personale in fabbrica, ai primi test provai tre motori, due alberi motore e tanto altro. Per venire fuori da questa situazione bisogna fare lo stesso. Non credo che il problema siano i piloti. Preoccupa che a Brno di solito provavamo già la moto della stagione successiva e ora sono due anni che non succede. Dove è la moto del prossimo anno? Boh. Provate a chiederlo ai giapponesi. Abbiamo toccato il record di 23 gare senza vittoria, spero che questo serva per loro. Magari qualcuno vedrà il numero e si chiederà perché“.
