Ancora pochi giorni prima di vedere i piloti della MotoGp nuovamente in pista. I campioni delle due ruote hanno avuto poco tempo per riposare avendo effettuato due giornate di test, una a Jerez, dopo la gara spagnola di domenica scorsa, un’altra invece sulla pista del Mugello in vista della sfida italiana del prossimo 3 giugno. Adesso testa concentrata per il Gp di Le Mans, importante per la Yamaha dopo il difficile weekend spagnolo.

Consapevole delle problematiche del team di Iwata, ma ancora pieno di motivazioni, Valentino Rossi ha rilasciato un’interessante intervista a Gavin Emmett per Bt Sport, durante il weekend di Jerez, nel nuovo motorhome Yamaha per il tour europeo. Il Dottore ha esordito parlando proprio di ciò che ancora lo spinge a scendere in pista nonostante i suoi 39 anni: “la cosa importante per me è non spostarmi mai. Se non ti fermi mai sei sempre nel passo. Devo lavorare molto, ma non è stata una decisione facile, ci ho pensato tanto questa volta. La motivazione è importante, mi devo allenare molto, ma da adesso a 5 anni fa non è cambiato molto. Il 10° titolo è la prima motivazione, so che è difficile ma ho iniziato la decisione per provarci, dipende molto dal momento della moto, dobbiamo lavorare duramente, specialmente quello che mi piace è il feeling che ho quando arrivo al weekend di gara, quando vinco o vado sul podio“.

Non poteva mancare un piccolo commento su quanto accaduto in Argentina tra il nove volte campione del mondo e Marc Marquez, il giornalista ha subito messo le mani avanti, spiegando a Valentino Rossi di non voler tornare sull’argomento, ma di voler solo sapere se i due si sono scambiati qualche messaggio: “no, nessun messaggio. Abbiamo parlato un po’ ad austin, io ho detto a lui quello che pensavo e lui anche“.
Mentre sulle problematiche Yamaha il Dottore ha fatto un po’ di chiarezza: “la moto dell’anno scorso non era buona, il bilanciamento non era giusto, in alcuni tracciati la moto era competitiva, ma nei circuiti europei soffrivamo molto, l’elettronica è un problema, nel 2016 l’organizzazione ha deciso di metterne la centralina ECU standard per avere lo stesso livello per tutti, Yamaha ha detto ok, Honda e Ducati hanno lavorato più a fondo per trovare il modo per usare tutto il potenziale e adesso il gap è grande. Per me la M1 del 2108 è una buona moto, ma secondo me soffriamo con l’elettronica”. Infine una piccola parentesi riguardante il futuro: “credo che questo contratto sarà l’ultimo, ma pensavo lo stesso anche dello scorso contratto, dipende dai risultati e da tutto, in 2020 avrò 41 anni quindi potrebbe essere abbastanza, ma abbiamo altri 3 anni, ne riparleremo“.
