Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato, oggi si scoprirà la verità su Valentino Rossi e sulle possibilità del Dottore di partecipare al Gp del Mugello. Servirà l’ok del dottor Remo Barbagli, responsabile medico del circuito che oggi visiterà il pilota e stabilirà se i traumi subiti dopo la caduta della scorsa settimana siano stati definitivamente superati.

La volontà del pesarese è senza dubbio quella di scendere in pista, ma bisognerà attendere il verdetto di oggi per capire se effettivamente Valentino Rossi possa sfidare Viñales e Marquez davanti al proprio pubblico. Intanto, la Gazzetta dello Sport ha preparato per il Dottore una sorpresa particolare, mettendogli carta e matita in mano e chiedendogli di disegnare il proprio circuito ideale. Il risultato? Lo descrive proprio il pilota della Yamaha: “è una pista della madonna – commenta Rossi alla Gazzetta – perfetta. Il Cavatappi? È bello più che altro quando non lo fai, da fuori, perché farlo è una bega pazzesca… Queste invece sono le curve che danno proprio più gusto, dove c’è l’asfalto bello, dove ti diverti. Sarà sui 5 chilometri, per un tempo che direi sull’1’52”. Partiamo con Barcellona, rettilineo principale e le prime tre curve: gran rettilineo in discesa, staccatona, poi tre gran belle curve, dove serve ritmo, con un gran cambio di direzione per la 3 dove si mette la terza marcia: è una curva lunghissima, molto bella, dove in uscita si fanno dei gran traversi.

Da Barcellona passiamo al pezzo probabilmente più bello del Motomondiale, perché arriviamo qui al Mugello: Casanova-Savelli e le due Arrabbiate. È il tratto più bello dell’anno, la esse in discesa dove devi essere precisissimo e le due Arrabbiate in salita, con la seconda che imposti alla cieca, senza vederne l’uscita. Dopo il Mugello un altro tratto bellissimo, quello di Phillip Island: inizia dopo l’uscita dalla Siberia, una curva a sinistra. Phillip Island è un po’ tutta bella, ma questo è il pezzo di pista che a me piace di più, il più iconico, la curva 8 a destra, velocissima, seguita dalle 9 e 10 che negli anni sono stato il teatro di tante battaglie, da Biaggi a Gibernau. La 9 scollina e stringe un po’, quindi ecco il tornantino. Avendola fatta più o meno tutta veloce, ci voleva.

Usciamo da Phillip Island ed entriamo nel Tempio. Pista della madonna questa di Assen, retrò, un’altra delle mie preferite, è stato difficile scegliere il pezzo migliore. Ma… pensandoci bene, è l’ultimo, perché è anche l’unico rimasto uguale al vecchio Assen: la esse è veloce, velocissima, poi vai un po’ largo e c’è il curvone a sinistra, mozzafiato, e la staccata della chicane che immette sul rettilineo d’arrivo: grandi battaglie anche lì, arrivi sotto la tribuna piena di gente. Bellissimo. L’ultimo tratto mi è servito anche per chiudere: Motegi non è tra le preferite, però il pezzo dopo il tunnel 6-7-8- è molto bello, veloce, con curvoni da raccordare: uscita in salita e curva cieca, quella dopo è molto lunga, mentre alla 8 l’asfalto ha una aderenza tale che permette delle gran pieghe. È molto divertente. E poi, come non mettere il nostro GP di casa? Si esce dal Tramonto e si imbocca il rettilineo lontano dai box sotto la collina: il Curvone è un pezzo tanto bello quanto difficile, l’unica curva del Mondiale che si fa in 6a, la più veloce di tutte, a una velocità di circa 280 orari. Poi dai gas e ci sono due destre che si fanno una dopo l’altra, piegate con i freni in mano, molto difficili e tecniche. E si finisce così“.

Una pista da mille e una notte che Valentino Rossi spera possa trasformarsi in realtà: “realizzare una pista così? Perché no? Proviamoci. Verrebbe benissimo. È sempre difficile ricreare il vero gusto che provi su una pista, non è solo il tracciato in sé, ma anche la pendenza e il contorno, però potrebbe essere una bellissima idea. Oh, se qualcuno la fa, però, voglio il copyright, mi raccomando, evidenziatelo per bene sulla Gazzetta“.
