Una delusione enorme, palesata subito dopo la gara con quello sfogo in mondovisione in cui si è visto il Valentino Rossi uomo e non pilota.

Sentimenti strani, sensazioni amare al termine di una gara in cui il Dottore è stato l’autentico protagonista. Prima la gestione e poi l’attacco, caratterizzato da due sorpassi splendidi e fuori dal normale. Quella scivolata all’ultimo giro poi ha fatto il resto, rovinando una prestazione super che sarebbe rimasta nella storia di questo Mondiale. A descrivere al meglio quanto accaduto a Le Mans ci ha pensato Lorenzo Jovanotti, il quale con un tweet ha ricordato a tutti cosa significa essere Valentino Rossi: “Rossi non vuole arrivare secondo, se può arrivare primo. E’ rischioso, ma sennò non sei Vale”. Parole sante, soprattutto analizzando come il Dottore è diventato tale: duelli epici e vittorie straordinarie, arrivate anche all’ultima curva di gare al cardiopalma. “Ci sono giorni nei quali sei in difficoltà e ti devi accontentare, altri dove sai di poter vincere e ci devi provare: se non lo fai, non sei in pace con te stesso. Non avevo mai guidato così forte la Yamaha 2017: bisognava tentare” sottolinea Valentino Rossi. E stavolta, non ci sentiamo proprio di dargli torto.

