Si accendono i riflettori a Motegi! E’ tutto finalmente pronto per il 15° appuntamento della stagione, il Gp del Giappone. Marquez cercherà in tutti i modi di aumentare il vantaggio dai suoi rivali, mentre Dovizioso e Vinales, che non è ancora del tutto fuori dai giochi, faranno di tutto per accorciare le distanze dal leader.
Non bisogna sottovalutare gli altri piloti che si trovano alle spalle dei primi tre, Pedrosa e Rossi, che apparentemente sono fuori dalla lotta per il titolo Mondiale, ma è risaputo che nella stagione 2017 non c’è nulla di scontato e tutto può accadere. Carico e motivato il Dottore, che ha avuto due lunghe settimane per recuperare ancora dopo l’infortunio in enduro dello scorso 31 agosto: “per me è stato molto importante avere una settimana extra, perché dopo la gara di Aragon ho sofferto un pochino, quindi avere sette giorni in più mi è servito molto. Solitamente quando c’è una settimana in più, ci sono i pro ed i contro, ma in questo caso mi è servito per migliorare, quindi sono contento. Faccio ancora un po’ fatica a camminare, però anche il viaggio è andato bene ed ho avuto la possibilità di girare in moto. Sicuramente sto meglio rispetto ad Aragon, quindi vediamo come andrà domani“, ha dichiarato il campione di Tavullia, come riportato da Motorsport.com.
Il pesarese qualche giorno fa ha pubblicato sui social una foto che lo ritrae al suo Ranch in allenamento: “ho girato sabato, rima di partire. E’ stato bello tornare, anche perché era una bellissima giornata. Con la moto da Flat Track ho più problemi perché quando appoggio il piede per terra mi fa male. Però è stata una bella giornata“.
Adesso però bisogna fare i conti col Trittico Asiatico, una serie di tre gare consecutive oltreoceano veramente tosta e impegnativa: “essendo tre gare in tre settimane bisogna fare dei ragionamenti un po’ diversi dal solito. Però sono tre gare bellissime, che mi piacciono tutte e tre, perché sono piste molto belle e c’è una bella atmosfera. Dovremo lavorare per cercare di essere veloci soprattutto alla fine della gara, perché è l’aspetto su cui soffriamo un po’. Sarà bello poi vedere come andrà a finire il campionato, perché è ancora molto aperto e ci sono addirittura tre piloti che possono essere campioni“.
Nonostante il campionato imprevedibile e ricco di colpi di scena, Valentino Rossi sembra ormai del tutto sicuro di non poter più lottare per il titolo Mondiale, e si focalizza quindi su un lavoro incentrato sul prossimo anno: “è molto importante lavorare adesso per l’anno prossimo, perché purtroppo ci vorrà tempo per risolvere questo problema. Abbiamo visto che possiamo migliorare sotto certi aspetti, come l’elettronica, il telaio o la distribuzione dei pesi. Adesso è importante lavorarci per essere pronti l’anno prossimo. Da qui alla fine del campionato non mi aspetto delle grandissime novità, ma ci sono delle piste su cui soffriamo di più ed altre su cui invece andiamo meglio, quindi speriamo di essere competitivi fino alla fine. Delle tre piste asiatiche, sulla carta, Motegi dovrebbe essere quella dove dovremmo soffrire di meno, perché non ci sono curve molto stressanti e solitamente il grip della pista aiuta. Però, come abbiamo visto tante volte quest’anno, bisogna andare in pista e vedere come si comporta la moto. Anche perché le previsioni meteo sono bruttissime e sarebbe un peccato, perché l’anno scorso sull’asciutto ero molto veloce prima di cadere. Quest’anno invece sul bagnato non siamo mai stati particolarmente veloci. Però potrebbe essere una buona occasione per cercare di migliorare la moto in queste condizioni“.

Impossibile poi non commentare la lotta a tre per il titolo e il ruolo fondamentale che piloti come Lorenzo e Pedrosa potrebbero giocare: “sicuramente Lorenzo e Pedrosa stanno andando molto bene nelle ultime gare e spero di esserci anche io. Può succedere di tutto, quindi anche noi possiamo essere importanti per togliere punti, anche se certamente ognuno farà le sue gare per cercare di arrivare davanti. Secondo me è difficile che ci siano ordini di scuderia, ma poi bisognerà vedere come si comporteranno la Honda, la Yamaha e la Ducati o se chiederanno a me, Lorenzo e Pedrosa di aiutare i caposquadra. Di solito la Yamaha lascia sempre tutto molto aperto però. Per esempio qui ci fu la lotta con Jorge nel 2010“.

“Sembra che Maverick sia un po’ più in difficoltà nelle prime fasi di gara e poi rimonta nella seconda parte di gara. Secondo me avrebbe potuto essere molto veloce a Misano sull’asciutto, perché la moto andava piuttosto bene, ma poi domenica ha piovuto. Queste comunque sono tre piste su cui solitamente la Yamaha è competitiva, quindi me lo aspetto tra i migliori, anche perché è in lotta per il campionato“, ha concluso.
