Valentino Rossi deve ingoiare un boccone amaro in questo inizio di 2020, il pilota pesarese infatti è stato condannato dalla Corte d’Appello di Ancona a pagare un risarcimento ai due ex custodi della sua villa di Tavullia.
Licenziati nel 2016 dopo che l’abitazione era stata messa in vendita, i due coniugi avevano citato in giudizio il pesarese chiedendo 114.000 euro per straordinari non pagati e risarcimenti per il licenziamento e lo sfratto a loro carico. La sentenza di primo grado aveva dato ragione a Valentino Rossi, respingendo le richieste dei due ex custodi e condannandoli a pagare 16.000 euro di spese legali. Non contenti, marito e moglie si sono rivolti alla Corte d’Appello di Ancona, che ha ribaltato adesso la sentenza di primo grado, obbligando il Dottore a pagare una somma in denaro quantificabile in 34.000 euro.

Questa la decisione del Tribunale: “il datore di lavoro Rossi Valentino è obbligato a riassumere ciascun appellante entro giorni tre o, in mancanza, a risarcire il danno versando a costoro indennità pari a mensilità sei per Untu e cinque per Jigan“. A questo punto il pilota della Yamaha potrà ricorrere in Cassazione oppure pagare il risarcimento, chiudendo così la disputa.
