La stagione 2017 di MotoGP si avvicina sempre più. Tra cinque giorni inizieranno le presentazioni dei team ufficiali, con Yamaha che svelerà la sua moto prima di tutte le altre squadre, seguita a ruota dalla Ducati.
I campioni poi torneranno in pista a fine gennaio per la prima sessione di test del 2017 e regaleranno così un primo gustoso assaggio della stagione a tutti i loro tifosi.
I piloti si stanno preparando quindi per arrivare in perfetta forma all’inizio della stagione. Danilo Petrucci per esempio, sta lavorando durante presso la Formula Medicine del Dottor Riccardo Ceccarelli di Viareggio, per arrivare preparato all’inizio del Mondiale e riscattarsi dalla difficile stagione dello scorso anno, caratterizzata da un infortunio alla mano che lo ha tenuto per parecchio tempo lontano dalla sua moto e dalle piste.

“Prima di venire qui avevo già iniziato il lavoro fisico col mio preparatore Marco Baglioni. E una settimana alle spalle si sente. Lo psicologo mi ha detto che se avessi fatto vacanza era meglio, mi ha imposto di ritagliare qualche giorno per non pensare di essere un pilota almeno quando ordino il pranzo al ristorante. Cosa per niente scontata“, ha raccontato Danilo a La Gazzetta dello Sport.

Un lavoro accurato e seguito quello del pilota della Ducati Pramac e del suo compagno Scott Redding: “Ceccarelli ci mette a disposizione la sua équipe di preparatori fisici e psicologi, con macchinari creati da loro e che nessuno ha, soprattutto a livello di lavoro mentale. Per quello fisico a casa posso anche copiare alcuni esercizi, ma qui ogni strumento è collegato a un computer, permettendo sia l’analisi di ogni singolo movimento, sia del comportamento del cervello in ogni momento. Facciamo test di reazione, per esempio simulando 50 partenze a un semaforo, test di gestione della pressione, concentrazione e meditazione, durante i quali sei collegato a un encefalogramma che tiene sotto controllo ogni parametro. Un esempio: sullo schermo c’è un barile che prende fuoco e tu per farlo bruciare devi concentrarti a fondo su qualcosa. Io visualizzo ad esempio Sepang, e replico ogni singolo movimento in moto, vedo tutto quello che mi scorre davanti. Se la concentrazione è al massimo, il barile esplode. Non appena qualcosa mi distrae, il fuoco si spegne e devi ricominciare. È un allenamento faticosissimo, ma fantastico per la concentrazione“, ha continuato Petrux.
“Qui con Ceccarelli e il suo staff insistiamo sul discorso mentale, sulle reazioni, sui riflessi, sulla gestione del corpo e del cervello durante uno sforzo prolungato. Sono giorni faticosi: entri alle 9.30 e fai subito una visita nella quale vengono misurati i parametri per verificare il recupero nella notte, incontri lo psicologo, fai esercizi fisici e mentali fino alle 13. Poi alle 15.30 ricominci fino alle 18.30. Quando esci, non vedi l’ora di acchiappare il letto. E’ un lavoro che effettuerò tutto l’anno, qualche giorno ogni paio di gare“, ha aggiunto Danilo.
E dopo tanto lavoro i miglioramenti si iniziano a sentire: “mi sento più coordinato e armonico. Io sono molto sgraziato ed è facile vedere miglioramenti (ride; n.d.r.). Soprattutto, però, mi sento molto più tranquillo, più pilota, come fossi una moto con attorno degli ingegneri che lavorano per farla andare più forte. Sono più sicuro e non ripeterò l’errore di un anno fa, quando avevo dato troppa importanza ai test e per stare davanti mi sono fatto male stupidamente. In Qatar, però, voglio essere al 100%“.

Una stagione, quella del 2017, fondamentale per il campione di Terni: “nel 2014 combattevo per non finire ultimo e dopo tre gare volevo smettere. Adesso sono in una grande struttura e ho una Ducati ufficiale. Non dico che ho finito le scuse, ma ho la possibilità di far vedere quanto valgo. Per avere la miglior moto anche nel 2018. Sto lavorando duro come mai, ho l’esperienza e la moto per fare il salto di qualità“, ha concluso.

