MotoGp – Sebastian Porto, gli elogi a Rossi e la lotta al titolo Mondiale: “Valentino? E’ il Maradona delle due ruote”

Sebastian Porto, l'esperienza nel mondo a due ruote e gli elogi a Valentino Rossi

Una passione indescrivibile, quella di Sebastian Porto per i motori. L’argentino ha affrontato e superato tantissime difficoltà pur di raggiungere livelli alti nel mondo a due ruote: “le moto costano tanto e io sono partito da casa senza sponsor; ho dovuto trasferirmi lontano dalla mia terra e con moto private e senza conoscenze, gli inizi nel Motomondiale furono per me difficili”, ha raccontato in un bella intervista a GpOne.com.

Primi anni difficili sì, dopo dei quali però sono arrivate le prime soddisfazioni: “in Germania nel 2002 finii terzo, dopo Melandri e Rolfo. Centrai la prima vittoria in Brasile, sotto l’acqua. Vincere con una Yamaha 250 Petronas, battendo piloti su mezzi ufficiali, fu un’emozione incredibile; per un argentino conquistare un Gran Premio era una missione impossibile, ma io ce l’avevo fatta”.

Una carriera non troppo lunga per Porto, che a soli 27 anni ha deciso di dire addio alle corse: “nel 2006 non aveva senso continuare a correre, non mi trovavo bene con la Honda 250, ero stanco e demotivato. Non volevo presentarmi sulla griglia di partenza solo per denaro, così, dopo averci riflettuto bene, decisi di fermarmi: avevo solo 27 anni, proprio come Casey Stoner. Io, come lui, ho affrontato tanti viaggi e non mi sono mai pentito della scelta presa. Adesso commento sul canale televisivo FOX Sport le gare SBK e ho un programma settimanale in cui parlo del motorsport. Mi diverto, perché posso proporre al pubblico il mio punto di vista di pilota e far conoscere agli spettatori molti dettagli inediti e particolari che un ex corridore nota con colpo d’occhio”.

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La passione per le due ruote è quindi impossibile da cancellare per Porto che segue, oltre che per lavoro, anche per piacere, il Motomondiale:”questa stagione è la più equilibrata degli ultimi 7 anni, sono diversi i piloti con possibilità di vincere: Vinales parte per la vittoria, Marquez pure, le Ducati vanno forte, specialmente quella di Dovizioso, e poi c’è lui, Rossi. Valentino non è spesso davanti in qualifica, ma in gara è sempre tra i primi perché vanta una grande esperienza ed è sempre veloce, in ogni situazione”.

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Non poteva infine mancare un commento su Rossi: “Valentino è totalmente differente dagli alti piloti, Rossi è una icona del motociclismo e in Argentina rappresenta il Maradona delle due ruote. Il pubblico apprezza anche gli altri corridori, ma il 70% dei fans adora il numero 46”.