MotoGp, Redding sereno: “non avere la stessa moto di Petrucci rende tutto più semplice, ecco perchè”

Redding sereno e soddisfatto dopo l'esordio stagionle: il britannico della Pramac ammette di avere meno pressione

Manca una settimana esatta al secondo appuntamento della stagione 2017 di MotoGp. Dopo il Qatar, i campioni si preparano alla gara in Argentina, dove inizieranno a trasferirsi già nei prossimi giorni. Giovedì ascolteremo nuovamente le impressioni dei piloti in vista del Gp d’Argentina.

Una grande sfida non solo tra i top rider, ma anche tra chi per il podio, e per il titolo Mondiale può lottare con più difficoltà. Tra questi ci sono Danilo Petrucci e Scott Redding della Octo Pramac, che lo scorso anno sono stati autori di una sfida al termine della quale il vincitore avrebbe ottenuto la Desmosedici Gp usata dai piloti ufficiali Ducati nel 2016.

LaPresse/Xinhua
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A trionfare è stato il pilota ternano, ma il suo compagno inglese non sembra particolarmente turbato da ciò, anzi ha spiegato come questa “vittoria” metta più pressione a Petrucci: “non è in realtà una battaglia tra me e Danilo, ma sapere che non disponiamo della stessa moto mi rende la vita più semplice“, ha raccontato Redding a Motorsport.com.

Se lui mi finisce davanti è qualcosa di normale viste le specifiche 2017 di cui dispone, mentre se io lo batto allora sono guai per lui. Tutto ciò mi aiuterà nel corso della stagione per avvertire meno pressione e meno stress, soprattutto quando le cose non andranno per il verso giusto“.

Se lui non dovesse riuscire a trovare le giuste performance con la moto 2017 tutta la pressione ricadrà sulle sue spalle. Da un certo punto di vista, se guardo ai problemi che sta affrontando al momento, mi sento sollevato di poter disporre della versione 2016“, ha aggiunto il pilota Pramac che in Qatar si è piazzato al settimo posto: “se due test fa mi aveste detto che avrei concluso la prima gara al settimo posto sarei scoppiato a ridere. Ma abbiamo lavorato sodo ed eravamo consapevoli dal lavoro che dovevamo svolgere“.

E’ senza ombra di dubbio una notizia positiva dato che lo scorso anno il nostro distacco era quantificabile in 20 – 25 secondi. Abbiamo fatto un notevole passo avanti”, ha concluso.