Dolore, sofferenza, speranza, ma anche tanta paura. I piloti mandano i loro pensieri e le loro preghiere a Nicky Hayden e la sua famiglia. Il Kentucky Kid sta lottando tra la vita e la morte dopo il tremendo incidente di mercoledì pomeriggio nelle strade del riminese, durante un’uscita in bicicletta.
Dopo la morte di Scarponi, l’incidente di Froome e quest’ultimo di Hayden, i campioni delle due ruote, che tanto amano allenarsi anche in bicicletta, ammettono di avere paura: “io ho iniziato due anni fa ma, quando vado, cerco sempre di avere una macchina alle mie spalle per ragioni di sicurezza e scelgo sempre strade poco trafficate. I pericoli non si possono eliminare completamente, neppure con la Mountain Bike, dipende sempre da chi trovi al volante dell’auto”, questo il pensiero di Jorge Lorenzo.”Le mie uscite sono di 70-80 km ma sono sempre nervoso“, ha aggiunto Marquez.
Appassionato di ciclismo, Maverick Vinales esce spesso in bici con alcuni grandi professionisti: “andare con chi corre in bici per professione mi fa sentire più sicuro. I pericoli ci sono e sono legati agli automobilisti, ma anche noi ciclisti dobbiamo stare più attenti, rispettando la segnaletica. Si potrebbe pensare di usare la Mountain Bike, ma è pericoloso anche scendere per un sentiero sterrato in discesa. In bici non hai un abbigliamento protettivo, ma per me è un modo per rilassarmi e scaricare la tensione. Mi sono iscritto alla Quebrantahuesos di luglio, ma ora non so se la Yamaha mi darà il permesso“, ha spiegato lo spagnolo del team di Iwata.
“L’unica soluzione sarebbe chiudersi in casa. A volte si dice che non si può fare nulla contro certi incidenti, ma forse aiuterebbe pensare a strade più larghe in modo da ridurre i pericoli. Sicuramente ci sono persone che in auto non fanno abbastanza attenzione, altri che sono ubriachi e altri ancora che non sono molto abili nella guida e non sanno gestire le situazioni di rischio”, ha concluso Pedrosa.
