L’attesa sta per terminare! Tra pochissimi giorni i piloti della MotoGp torneranno nuovamente in pista per una nuova sessione di test invernali, a Sepang, per raccogliere dati utilissimi e fondamentali per la stagione 2018, che si prospetta entusiasmante e ricca di sorprese. In attesa dei test, diversi team hanno deciso di svelare al mondo intero le loro nuove livree, dopo la Desmosedici Gp18 della Ducati, presentata la scorsa settimana, oggi è il turno della M1 2018 della Yamaha, che sarà guidata da Rossi e Vinales. Intervistato dal Corriere dello Sport, il manager ligure Carlo Pernat ha raccontato le sue sensazioni in vista della nuova stagione, che inizierà a metà marzo, focalizzandosi proprio sul team di Iwata:
“Tocca dire una ovvietà: quello del 2017 è stato un campionato bellissimo ma è mancata la Yamaha. Un peccato perché ha tolto dai giochi sia Vinales, che aveva vinto i primi tre di cinque gran premi, che Valentino. Erano anni che la Yamaha non aveva questi problemi e conoscendoli credo che quest’anno la situazione non si ripeterà: saranno competitivi. Ovviamente è cambiato un po’ anche il panorama attorno. La Ducati grazie a Dall’Igna ha fatto un grandissimo passo avanti, tanto che la GP17 è stata a lungo la moto di riferimento. Anche più della Honda, guidata ad alti livelli solo da Marquez, in dif?coltà all’inizio del Mondiale”.
Sui test che partiranno nella notte italiana tra sabato e domenica, Pernat ha aggiunto:
“Le prime prove saranno importati soprattutto per capire dove saranno Yamaha, Ducati e Honda, che avrà come sempre il suo punto di forza nell’adattabilità del campione del mondo. Marc l’anno scorso è partito in ritardo tecnico, ha tenuto botta, ?nendo il campionato in crescendo. Sepang ci dirà anche se, come ci aspettiamo, anche la Suzuki è tornata competitiva. Non dimentichiamoci che nel 2018 avrà i privilegi Open, dunque sviluppo libero e nove motori. Se il motore deliberato in Malesia sarà valido, con quelli in più a disposizione per lo sviluppo avrà una bella arma nelle sue mani. C’è grande curiosità attorno alla Ktm. Dopo le prime cinque sei gare se sarà competitiva scatenerà il mercato piloti facendo sicuramente un’offerta a Marquez. Grazie al suo sponsor Red Bull, con il quale peraltro Marc ha un contratto personale, si potrà permettere di fare un’offerta che nessuno potrà eguagliare. Ducati inclusa visto che a Borgo Panigale hanno perso lo sponsor Tim. I soldi spesi per Lorenzo non ci saranno più nel 2019-2020. Anzi Ducati avrà il problema di avere due piloti entrambi costosi sulla carta. Gigi comunque ha speso bene il denaro su Jorge: hanno comperato tutta l’esperienza di Lorenzo con Yamaha”.
Non poteva mancare, ovviamente, una parentesi su Valentino Rossi, la sua importanza in questo sport e la caccia al decimo titolo:
“io sono convinto che Rossi sia un valore aggiunto, sia per la Dorna che per la Yamaha. Di lui non si può fare a meno. Vale ha dimostrato di essere ancora competitivo. Non c’è un pilota che tutti i giorni si mette alla prova con piloti della metà dei suoi anni. È unico al mondo. La Yamaha cercherà di tenerlo sino a ?ne 2019. Poi ?rmerà una opzione per il 2020. Probabilmente c’è già un pre-contratto. Solo nel caso lui stesso si accorga di non essere competitivo si fermerà. Ma non penso che accadrà. Il mercato non ruota attorno a lui, certo. L’ago della bilancia sarà Marquez che dovrà accettare o ri?utare le offerte. Che poi rimanga in Honda o vada in Ktm o Ducati è un altro discorso. Un pilota come Marquez non può vincere sempre con Honda. Deve fare come Rossi che è passato in Yamaha. Alla ?ne vincerà più Mondiali di Valentino. È questo il suo obiettivo, batterio e poter dire alla ?ne: sono più forte di te.
Infine un commento sul suo ‘pupillo’ Andrea Iannone:
“I due Andrea hanno fatto scelte opposte. Uno è esploso rimanendo in Ducati, l’altro ha fatto la scelta Suzuki che ?nora non ha pagato. È un anno importantissimo per Iannone. Devo tornare nelle posizioni che gli competono perché e un talento straordinario, e non lo dico solo perché ne sono il manager. É cosi. Quanto a Dovi uno che ha fatto quel salto di prestazioni nel 2017 non può tornare indietro. Ha vinto sei gare non una. Manterrà quel livello, ne sono convinto. Il problema sarà l’ingaggio: è il suo sesto anno da ducatista. Quest’anno potrebbe coronare il suo sogno, il titolo. C’è il problema dell’ingaggio e della riconferma, ma come fai a dire di no ad una moto competitiva? Lo stesso Lorenzo anche vincesse il mondiale non avrà più 12 milioni. I budget saranno dimezzati. Il 2018 è l’ultimo anno con ingaggi a questi livelli. Del resto la Ducati fa appena 55.000 moto… Le giapponesi non sono paragonabili. E Io sviluppo costa”.
