MotoGp – Morbidelli tra ammissioni e sogni: “ecco perchè ho sentito la pressione. Valentino? Amici si, ma in pista…”

Franco Morbidelli, le emozioni in vista del 'vero' esordio in MotoGp e il sogno di una sfida col suo maestro Valentino Rossi

Un 2017 da urlo per Franco Morbidelli. Il giovane pilota italiano ha conquistato il titolo di Moto2 dopo un anno ricco di soddisfazioni e sorprese, ma anche pressioni e paure. Il “Morbido” ha regalato forti emozioni a tutti i tifosi italiani e non solo, e adesso si prepara per una nuovissima ed eccitante avventura: la MotoGp. Morbidelli ha già avuto modo di provare la sua nuova moto nelle prime sessioni di test invernali e ha raccontato così le sue prime sensazioni a Motosprint:

La MotoGP è fantastica: ha ovviamente molta potenza, ma la performance è superiore in ogni area: gomme, motori, sospensioni, elettronica: il limite si sposta in avanti di parecchio. La MotoGP è la massima espressione del motociclismo. Di sicuro non c’è un interruttore che ti apre un nuovo mondo. Ho capito che bisogna scoprire tutte queste aree e come funzionano, poi serve mettere tutto assieme e imparare a far rendere tutto al massimo. Secondo me con queste moto non si ?nisce mai di imparare e, ovviamente, non so quando questo processo finirà. Il primo test a Valencia l’ho vissuto con la moto che Jack Miller aveva usato nel corso del weekend di gara. Ho usato i suoi settaggi e non abbiamo toccato quasi niente. Dal secondo test, invece, abbiamo lavorato sulla moto alla ricerca di un bilanciamento che piace a me e che mi permette di guidare bene. Diciamo che l’approccio funziona e che a Jerez abbiamo compiuto un passo avanti. Secondo i miei tecnici non era necessario partire da una base indicativamente vicina a quella che poi userò. L’importante è capire cosa succede quando modi?chi qualcosa. Penso che la mia forza derivi dagli anni in Moto2. Quattro stagioni in una categoria davvero selettiva. Quasi un solo telaio (Kalex), due marche di sospensioni e tanto lavoro: la differenza in questi anni di Moto2 l’ha fatta il modo di lavorare e di guidare. E questi due fattori li sviluppi molto bene quando tutti i migliori usano la stessa ciclistica. Ho imparato tantissimo sotto questo punto di vista e questa esperienza è una base su cui mi faccio forte. E questa base me la porto come preziosa eredità nella MotoGP. Poi, dovrò imparare a sviluppare le mie qualità e a lavorare sui miei punti deboli. Al momento non ho idee ?sse: cerco di imparare da tutti e non vado distinto: guido con metodo, ragionando. Una volta che hai fatto tue le nozioni che servono per guidare la moto, puoi usare l’istinto. Solo allora si può iniziare a scegliere una strada. Penso ci voglia tempo, ma questa è la mia strada, il mio modo di arrivare alle cose“.

La nuova stagione di MotoGp si avvicina sempre più: manca ancora qualche mese ma i piloti, soprattutto Morbidelli, al suo primo anno nella categoria regina, non stanno più nella pelle. Il giovane pilota già si immagina la prima gara in Qatar, tra bagarre ed emozioni, in pista con i migliori piloti al mondo:

“sono già molto sul pezzo anche se ancora non mi sono immaginato nulla riguardo la prima gara in Qatar. In ogni caso la vedo bella: prima gara in MotoGP, il primo weekend con i piloti più bravi del Mondo, la prima bagarre che immagino più difficile rispetto a quelle che ho combattuto ?no a oggi perché le moto hanno certamente più inerzia e più velocità… Sarà una prima volta molto bella. Sono tutti forti e questo lo sapevo già. Ma io, lungo la pista, durante i test ho beccato poca gente, ho sempre girato da solo. Ho girato con Rossi e Marquez che mi hanno fatto un giro davanti, ma andavano piano”.

Morbidelli ha poi ammesso, tornando indietro di qualche mese, di aver sentito un po’ di pressione, durante la sua lotta per il titolo mondiale di Moto2, soprattutto per il valore… ‘italiano’. Era da tanto tempo infatti che l’Italia non festeggiava per un titolo di Moto2:

“Effettivamente sul ?nale di stagione ho sentito questa pressione: mi sono accorto che quanto stava per succedere, cioè la vittoria mondiale, non capitava da una vita e in quei momenti ti frullano tante cose per la testa. Tante cose che possiamo catalogare sotto la voce “pressione”: per me è stata una motivazione in più”.

Impossibile infine non parlare di Valentino Rossi, suo amico, maestro e adesso anche rivale. Morbidelli ha infatti ammesso di dovere molto al Dottore e che non vede l’ora di lottare in pista col lui:

Valentino su tutti, naturalmente. Io mi alleno con lui e vederlo in pista, nell’approccio alle gare e allo sport in generale, è una grandissima scuola. Quindi lui su tutti, ma un giovane deve sempre imparare da quelli forti e nel Mondiale ce ne sono tanti. Cerco di imparare da quelli che mi piacciono. Se penso ai piloti che ho s?dato in Moto2 Johann Zarco, per esempio, mi piace. Con lui ho avuto l’occasione di lottare e non si fa pregare per un sorpasso, non chiede il permesso: è eccitante battagliare con lui, spero di averne l’occasione anche in MotoGP. La lotta con Vale sarebbe bella e divertente, ma nessuno immagina quante battaglie abbiamo già fatto al Ranch. Il rapporto di amicizia che ci lega non cambierà, ovviamente, poi c’è il rapporto tra due piloti che corrono contro. Questa però è una s?da a livello professionale, tra due atleti, ma non cambia di una virgola il rapporto di amicizia. Io ovviamente lo stimo e sono suo amico, ma proverò a batterio e a succhiare la scia in quali?ca, insomma cercherò di fare il mio lavoro al massimo. Anche quando mi sono ritrovato in pista con amici come Luca Marini e Pecco Bagnaia, non ci siamo fatti troppi complimenti”