MotoGp – Marquez verso il trittico asiatico, Marc non si monta la testa: ”il titolo? Ecco quando si deciderà tutto”

Marc Marquez pronto per lo sprint finale: lo spagnolo consapevole di dover lottare fino alla fine per il titolo Mondiale

Ancora una settimana di pausa prima di vedere i campioni della MotoGp nuovamente in pista. Marquez e colleghi torneranno a sfidarsi tra due settimane, in Giappone, dove domenica invece scenderà in pista la F1. Il leader della classifica piloti cercherà di aumentare il suo vantaggio sul diretto rivale Andrea Dovizioso, che invece non si darà per vinto.

Continueranno a sfidarsi anche gli altri campioni che ormai sembrano fuori dalla lotta per il titolo Mondiale, come Pedrosa e Valentino Rossi, ma la strada verso la vittoria finale è ancora lunga.

Senza dubbio per me è meglio essere leader. Ho un piccolo ‘materasso’ che consente in minimo margine di errore grazie a quei punti di vantaggio e sono più comodo. Invece se sei dietro non puoi sbagliare. Affronteremo tutto bene, ci stiamo preparando fisicamente ed è importante caricare le batterie. Sono tre appuntamenti di fila con cambi di orari e sono cose che consumano energie, ma non vediamo l’ora di arrivare e vedere se siamo in grado di mantenere il vantaggio. Il circuito meno gradito dei tre? Fino all’anno scorso avrei detto Motegi, ma poi sono andato molto bene. Mi sono trovato a mio agio, sono stavo veloce da subito e ho vinto sia gara che titolo”, queste le sensazioni di Marc Marquez raccontate in un’intervista ad AS.

Spero di arrivare alla gara finale con tutto deciso, ovviamente a mio favore. Seriamente credo che per il titolo si deciderà tutto a Valencia. E’ uno dei circuiti dove ho girato di più, già da ragazzino ci venivo ad allenarmi, poi le gare del campionato spagnolo… Se devo giocarmi il titolo è un tracciato che mi piace e dove vado bene. La chiave è vedere tutti i rivali in ugual modo. Non solo i due con cui ti giochi il titolo. Può spuntare Lorenzo in Giappone, che lì va veloce anche la Ducati, e può vincere la gara. Non si può controllare un singolo pilota o due”, ha concluso il campione del mondo in carica.