La stagione 2021 di MotoGP è iniziata la scorsa settimana col GP del Qatar, che ha subito regalato forti emozioni. Maverick Vinales è il primo vincitore dell’anno: lo spagnolo della Yamaha si è lasciato alle spalle Zarco e Bagnaia, riportando il team di Iwata sul gradino più alto del podio.
Esordio amaro invece per Valentino Rossi, che dopo aver ‘illuso’ i fan con la splendida prestazione in qualifica ed il quarto posto conquistato, non è riuscito a far bene in gara, chiudendo fuori dalla top ten.
Un risultato che ha fiondato il Dottore, adesso pilota Petronas al fianco di Franco Morbidelli, nella bufera. Tante, infatti, le critiche rivolte al 9 volte campione del mondo. C’è chi spera, sogna e crede che ancora abbia qualcosa da dire in pista e chi, invece, crede che il suo tempo sia finito ormai.
Le parole di Marco Lucchinelli
Intervistato da Lapresse, Lucchinelli non ha risparmiato il Dottore. Precisando di non avere nulla contro di lui a livello personale, ma ammettendo che è il caso che dica addio alle corse. “Valentino Rossi nel Motomondiale è stato una novità, un modo diverso di fare le corse, un marziano, un genio. Però adesso è tornato sulla terra e non si devono trovare più tante scuse. Ora largo ai giovani. Senza nulla togliere al nove volte campione del mondo, adesso basta. Così si porta via la moto a un giovane, da più di tre anni non vince una gara e l’ultimo Mondiale lo ha vinto nel 2009. Lui ha sempre corso per vincere ma ora corre per arrivare”, ha affermato l’ex campione del mondo.
“Non ce l’ho con Valentino, ma con chi continua a trovargli delle scuse. Tranne lui c’è stata negli anni una alternanza. Credo che lui voglia fare sempre meglio e non va certo piano. Ma i giovani hanno quel pelino in più che fa la differenza. È diventato uno stimolo per i giovani per stargli davanti. Il motomondiale senza di lui perderebbe appeal? No, anche gli altri danno spettacolo. E poi le moto adesso non mi sembrano così tanto difficili da guidare perché anche gli esordienti vanno forte subito. Un tempo ti rompevi le ossa per tre anni prima di andare forte. Per vincere una gara sì, si può anche fare, ma per vincere un Mondiale significa che se ne devono fermare in tanti di piloti”, ha terminato.

