Non è iniziata nel migliore dei modi la stagione di Jorge Lorenzo, costretto a fare i conti con i problemi ancora irrisolti della Ducati. Il sesto posto ottenuto in Texas è un buon punto da cui partire, anche se non basta per sentirsi fuori dal momento delicato.
Il maiorchino, però, non si scoraggia, convinto di riuscire a domare la Desmosedici e di tornare presto a lottare per la vittoria: “non ho bisogno dello psicologo, so che questo è lo sport – commenta Lorenzo ai microfoni di Sport Rider – a volte le cose non si incastrano per motivi diversi. Sono abituato a reggere i miei problemi, a dimenticarli o ad analizzarli quando occorre. Il mio istinto mi fa guidare come se fossi ancora sulla Yamaha. Con la M1 bisognava rallentare un po’ all’inizio, perché la moto non ti permetteva di frenare né molto aggressivo e né troppo tardi, obbligandoti a frenare presto e aprire il gas in anticipo. Con la Ducati è esattamente il contrario: bisogna frenare più tardi, con più forza, per generare più trasferimento di peso. D’altra parte, devo usare il freno posteriore, che con la Yamaha non ho mai usato“.
Per spiegare il suo passaggio dalla Yamaha alla Ducati, Lorenzo si lancia in un ardito paragone: “è come passare da un tipo di calcio offensivo come quello spagnolo a quello che si gioca in Italia, dove si predilige essenzialmente la fase difensiva. Credo comunque che arriverò a capire come andare veloce con questa moto, dal momento che sono riuscito a capire tutte le moto che ho guidato in carriera. Nel momento in cui ci riuscirò, poi, potrò senza dubbio fare meglio di quanto stanno facendo gli altri“.
