MotoGp – Lorenzo, l’arrivo in Honda e l’infortunio: “io e Marc col muro ai box come con Rossi? No! Vi svelo come mi sono fatto male”

Jorge Lorenzo racconta finalmente come si è infortunato allo scafoide e analizza la sua situazione in Honda

E’ un Lorenzo sorridente, quello che si è visto ieri durante la presentazione del team Honda 2019: nonostante il recentissimo infortunio alla scafoide il maiorchino è sereno e soddisfatto per la scelta fatta lo scorso anno di cambiare team e non vede l’ora di recuperare al 100% e tornare in sella alla sua nuova RC213V.

jorge lorenzo dottor xavier mirLorenzo è stato operato lunedì in Spagna, dopo un infortunio procuratosi nella giornata di sabato: “sono andato a fare dirt track su una pista italiana: non ho controllato bene le condizioni, mi sembrava perfettamente liscia. Invece, in un punto c’era del fango e quando sono arrivato lì si è chiuso lo sterzo. È stata una caduta stupida, mi sono rotto lo scafoide sinistro, forse anche perché la mano non era ancora del tutto a posto dopo la caduta in Thailandia“, ha raccontato alla ‘rosea’.

AFP/LaPresse

Non poteva mancare poi un commento sulla rivalità interna con Marquez, Lorenzo non sembra troppo preoccupato di arrivare in un team che gira tutto attorno al campione del mondo: “mi sembra quando arrivai in Yamaha nel 2008. Rossi, anche se non aveva vinto i due campionati precedenti, era all’apice e conosceva perfettamente la moto; qui è lo stesso, Marquez è fortissimo e sa tutto della Honda. E’ una bella sfida, credo ci sia la possibilità di fare bene. Quando Prost si è ritirato, Senna ha detto che gli mancava. La stampa punta sulle cose negative di questa relazione, ma per me ce ne sono tante positive: non ci si può rilassare, la rivalità farà crescere entrambi. Siamo due persone molto diverse, che pensano, guidano e sorpassano in maniera differente. Abbiamo avuto i nostri diverbi ma non siamo due ragazzini, sappiamo che prima di noi viene la squadra. È probabile che avremo scontri dentro e fuori la pista, ma non sarà un problema. No, non finiremo col muro ai box come con Valentino, e poi tra compagni al momento di un sorpasso c’è maggiore attenzione“.

Infine sul rapporto col suo connazionale ha concluso: “siamo molto diversi, concepiamo le corse in modo opposto, ma penso che i punti positivi siano più di quelli negativi: due piloti come noi si stimolano e si migliorano a vicenda“.

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