MotoGp, Lorenzo e quel desiderio inesaudito: “Stoner? Peccato non averlo convinto”

Jorge Lorenzo, il ruolo di coach non accettato da Casey Stoner ed un lontano ritiro

Terminata la sessione di test privata della Ducati, per mettere a punto ancora qualche dettaglio fondamentale per creare un buon feeling tra la Desmosedici Gp17 e Lorenzo, il maiorchino adesso si prepara per volare in Argentina, dove domenica 9 aprile ci sarà il secondo Gp della stagione 2017 di MotoGp.

LaPresse/Xinhua
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Il ducatista, in un’intervista a GQ, ha spiegato per l’ennesima volta cosa lo ha spinto a scegliere il team di Borgo Panigale: “dalla Ducati avevo ricevuto una proposta una decina d’anni fa e non mi sentivo pronto a rischiare. Forte dei 5 Mondiali conquistati ora ho piena fiducia nei miei mezzi. Il talento non mi manca e nemmeno la dedizione al lavoro: con i tecnici passo anche 13 ore al giorno”, ha dichiarato.

LaPresse/XinHua
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Lorenzo ha un coach che lo segue nel suo adattamento alla nuova moto, Michele Pirro, collaudatore Ducati. Prima di lui però si è parlato a lungo di Casey Stoner, che avrebbe potuto coprire questo ruolo. “Nesssuno meglio di lui può darmi consigli sulla tecnica di guida, è stato l’unico ad aggiudicarsi un Mondiale con questa moto e in sella è ancora un fenomeno. Peccato non averlo convinto a seguirmi in tutte le tappe del circuito”, ha aggiunto il maiorchino che pensando al futuro ammette: “non so, continuerò finché mi divertirò. Però, capisco Nico Rosberg, che si è ritirato a 31 anni, appena vinto il Mondiale di Formula 1. Dopo una vita intera a girare per circuiti, sogniamo tutti un po’ di tranquillità”.