Un pranzo e tante tematiche affrontate: Jorge Lorenzo, pilota Ducati, ha accolto nel motorhome del team di Borgo Panigale i giornalisti di Sky Sport MotoGp, Sandro Donato Grosso e Vera Spadini, per un simpatico pranzo insieme. Tanti gli argomenti trattati, ma non si poteva non partire dal difficile anno in Ducati: “molto difficile, soprattutto all’inizio, le aspettative erano alte, ma è stata dura, dopo nove anni guidando una moto che sentivo molto mia, facile per il pilota, ho trovato una moto con molto potenzia ma difficile da capire, ho fatto tanti mesi con progressi molto piccoli, ma dopo al gara di Brno il cambio è stato molto radicale e mi sono trovato meglio, mi sto trovando quasi quasi perfetto. L’obiettivo è ancora migliorare, trovare facilità sulla moto da venerdì, ogni volta è più facile e provare a fare qualche podio prima di fine stagione e anche una vittoria“, ha dichiarato Jorge.

Mentre il maiorchino sta riscontrando molte difficoltà, il suo compagno di squadra invece sta lottando per il titolo Mondiale: “io penso che si sono messi insieme vari fattori, uno è che Dovi l’anno scorso ha vinto la sua seconda gara di MotoGp e ha avuto la spinta per lavorare più carico quest’anno. Ha lavorato molto ben, ha un’esperienza sulla moto che io ancora non ho, è la sua migliora stagione, sta riscoprendo la migliore guida e la migliore mentalità. Festeggiare sotto il podio per Dovi? Non è stata la prima volta, penso che sia giusto così, siamo una squadra, uno sport individuale ma la cosa più importante è che la ducati sia campione del mondo e se può farlo dovi va benissimo. Provo ad imparare il massimo da lui. Mi piacerebbe molto che ducati vincesse il mondiale, perchè una marca non tanto grande come una Honda una Yamaha, qualcosa di importantissimo. L’amicizia tra i piloti che lottano per la stessa cosa è molto difficile, una relazione di rispetto, parliamo abbastanza della moto ma anche dei altri sport, ma non c’è un’amicizia del vederci fuori dalla pista“.

Hobby, musica e donne: “mi piace leggere, il cinema, Woody Allen, Tarantino, film che ti fanno pensare. Le pagine della nostra vita e Pulp Fiction sono i miei film preferiti. Io sono una persona difficile da capire, una persona in costante evoluzione, crearsi un preconcetto di me stesso è difficile. Red Hot Chili Peppers, Linkin Park, Oasis, mi piace Eros Ramazzotti ma non lo ascolto in griglia perchè è molto romantico, lo conosco è mio amico. Ho una leggera fissazione per le bionde“.

Mentre sulle differenze di squadra e compagni tra Ducati e Yamaha ha ammesso: “sono stato 9 anni con una moto molto competitiva, adesso abbiamo molti punti positivi che la Yamaha non aveva, ma ancora ci manca in certi punti del circuito un po’ più di competitività e questo Gigi lo sa, anche Dovi si lamenta un po’ delle stesse cose di cui mi lamento io. Non è un cambiamento che si fa da un giorno all’altro ma sicuramente l’anno prossimo vedremo una moto completamente diversa da quella che ho guidato il primo giorno a Valencia. Sono due team diversi, non è che in Yamaha stavo male, stavo benissimo. L’ambiente è molto professionale, si vinceva tanto e non c’era nessun problema, avevo una grande relazione col team, la squadra e Jarvis e i capi, ma in Ducati c’era una certa ammirazione a Jorge Lorenzo 5 volte campione del mondo, mi ascoltavano molto, c’era molta ammirazione, quella che in Yamaha un po’ per l’abitudine e la routine si era persa un po’. E’ difficile comparare Dovizioso e Rossi, Adrea è più tranquillo parla di meno, più chiuso nel suo lavoro, ma non avevo problemi neanche con Valentino, due campioni con molto orgoglio e molta competitività e questo non è facile, ma è normale”.

Mentre sulla recente intervista a La Repubblica che ha creato un po’ di scompiglio ha spiegato: “in Italia la carta stampata modifica molto quello che dici, accorciano quello che dici, in quel testo parlavo di Dovizioso ed è uscito quello non so perchè ed è stato messo come se lo avessi detto io. Stavamo parlando di Dovizioso che non aveva ancora vinto un mondiale perchè si era trovato con uno Stoner, un Marquez, Rossi, piloti molti forti che in altre epoche, senza questi piloti forti, lui sarebbe potuto essere campione di MotoGp. Andrea ha il potenziale per essere campione, altri hanno vinto 7-8 titoli negli anni ’70 e ’80 perché non avevano rivali”
Infine un commento sul ritorno di Rossi ad Aragon: “dopo 24 giorni alla gamba p incredibile, è diverso dalla mia clavicola, tanto di cappello, una bravura importante e un’ambizione e voglia molto forte, incredibile quello che può provare Valentino“.
