L’entusiasmo generato dal World Ducati Week di Misano ha impressionato favorevolmente per attaccamento e fedeltà ad una casa storica del motociclismo italiano. I vertici del team di Borgo Panigale non si aspettavano così tanta affluenza di persone, le quali hanno affollato le tribune del circuito di Misano.
Un affetto generato anche, e soprattutto dalla presenza di Casey Stoner, vero e proprio idolo del popolo in rosso, che ancora spera in un ripensamento del canguro mannaro. “Non ho la smania di correre – commenta proprio Stoner ai microfoni della Gazzetta dello Sport – nel 2012 non sopportavo più la tensione, le facce preoccupate, la pressione. Onestamente non ho intenzione di tornare. Il punto non è che io sia competitivo come ho dimostrato a Misano. Non cambia nulla, anche quando mi sono ritirato ero competitivo”. Sul suo ruolo all’interno del team Ducati, Casey Stoner sottolinea: “il mio compito è far migliorare la Ducati, per questa e soprattutto per la prossima stagione.

Non è che avremmo potuto fare qualcosa di meglio, è che ci meritiamo molto di meglio. In Qatar avremmo dovuto fare due podi. Lo stesso in Argentina. Non siamo stati fortunati, soprattutto con Dovi che senza tutti i guai che ha avuto sarebbe in lotta coi primi. Ma le corse sono cosi. Continuiamo a lavorare duro, i risultati arriveranno”. Sull’arrivo di Lorenzo, poi, il canguro mannaro chiosa: “non sarò il suo coach, come qualcuno dice. Lo aiuterò a capire la moto. Gli servirà un po’ per adattarsi, e forse anche per adeguarsi al sistema di lavoro che è diverso da quello dei giapponesi. Ma non sarà tanto tempo: è già stato in Derbi, alla Honda, in Aprilia, ed è andato forte ovunque”. Infine, Stoner non poteva non soffermarsi su Valentino Rossi: “non è troppo vecchio. Perché se il fisico è a posto non si è vecchi a 37 anni. Ci sono maratoneti che vincono a 40. E non è vero che i piloti danno il meglio prima dei 25, Doohan vinceva dopo i 30“.
