MotoGp – Le parole di Ezpeleta fanno sognare i fan di Valentino Rossi: “non mi ha chiesto niente”

Carmelo Ezpeleta, il ritiro di Valentino Rossi e la stagione 2017 di MotoGp: il Ceo Dorna tra soddisfazioni e progetti futuri

Valentino Rossi con la vittoria al Gp d’Olanda, la sua decima ad Assen, ha regalato fortissime emozioni che hanno fatto e fanno sognare ancora tutti i suoi tifosi che sperano che il Dottore non vada mai in pensione. Il campione di Tavullia ha recentemente dichiarato che nel caso in cui dovesse essere ancora competitivo allora potrebbe continuare anche dopo il 2018, anno in cui scade il suo contratto con la Yamaha.

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Spesso mi chiedono quando si ritirerà Rossi, ma come si fa a chiedere una cosa del genere finché ottiene ancora questi risultati? Non c’è ancora niente di sicuro, lui non mi ha chiesto niente e io non gli ho detto niente. Lui è uno dei leader del campionato e noi non guardiamo la carta di identità. Poi ha solo 38 anni, io ne ho 70 e sto ancora qui. Rossi, come si è visto anche in Francia, vuole diventare campione del mondo”, ha dichiarato Carmelo Ezpeleta in una lunga intervista al giornale spagnolo AS.

Sereno e soddisfatto dell’attuale stagione, il Ceo della Dorna ha poi parlato del campionato 2017: “questo è davvero un gran campionato. Di solito la distanza tra il primo e il secondo in classifica era sempre maggiore ai 25 punti. Io non mi aspetto mai nulla, ma mi godo tutto lo spettacolo. Ad Assen abbiamo assistito a 3 gare splendide. La Moto3 e la Moto2 non fanno semplicemente da apertura alla MotoGP. In Moto2 ci siamo molto impegnati per migliorare lo spettacolo. Ora partono tutti o quasi con le stesse opportunità. Poi ci sono casi particolari come Morbidelli ad inizio stagione, in cui un pilota domina”, ha dichiarato Carmelo Ezpeleta.

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Credo sia una delle migliori MotoGP di sempre. C’è L’Aprilia, che è vicina e la KTM che come nuova arrivata si sta davvero comportando molto bene. Credo che Suzuki sia rimasta per troppo tempo, invece, senza Rins. Avrebbero avuto bisogno di un team satellite per avere un altro riferimento. Basti guardare Yamaha con Zarco e Folger, Honda con Crutchlow e Ducati con Petrucci. Il prossimo anno non vedremo un team satellite Suzuki, ma in futuro ci vorrà convinzione. Siamo al livello massimo dal ’92 quando siamo arrivati. Stiamo portando il circus in nuovi tracciati”, ha aggiunto.

Impossibile non aprire un parentesi sulle gomme: “veniamo da un periodo con Bridgestone, che ci ha dato pneumatici formidabili. Abbiamo raggiunto un accordo con Michelin e dopo 2 anni di esperienza ci aspettiamo che per l’anno prossimo non ci saranno gli stessi problemi. In ogni caso c’è una grande differenza di costruzione in queste gomme. Dobbiamo cercare di fare in modo che le mescole non favoriscano i piloti in base al fisico. Vogliamo un campionato di moto e piloti, non di gomme”.