Umiltà, talento e un carattere speciale: Andrea Dovizioso ha fatto breccia nel cuore di tantissimi appassionati delle due ruote, non solo per lo spettacolo strepitoso mostrato in pista durante la passata stagione e all’esordio del Motomondiale 2018. Il ducatista è sempre stato un ragazzo sincero, senza peli sulla lingua, preciso e analitico e anche questo è un aspetto del suo carattere che ha fatto sì che venisse apprezzato da molti. Ma probabilmente è la sua umiltà, il suo essere come tanti altri, come il vicino della porta accanto, che ha colpito molti tifosi, e Dovizioso ne è consapevole, come ha spiegato in un’intervista a Sky:
“Bisogna conoscere bene i piloti. Da fuori io posso apparire più normale. Ma questa normalità per me significa avere i piedi per terra ed essere umile. Sembra un concetto banale, ma non è per niente banale nello sport restare umili quando arrivi a certi livelli, soprattutto nel motomondiale. C’è un errore che fanno tantissimi piloti. Non capiscono questo principio: io nel 2017 sono arrivato secondo nel Mondiale MotoGP dietro a Marquez, ma non sono diverso da te per questo risultato. Io non sono diverso da te proprio in niente. Io ho ottenuto questo risultato, ho fatto qualcosa di speciale in questo sport, ma resto comunque una persona normale come te. Invece i piloti, o altri personaggi di sport che diventano famosi, si sentono più importanti. Ma non è affatto vero. Questa non è la realtà. Fa una grande differenza se ragioni così o meno. Se un pilota ragiona in modo diverso allora può restare con i piedi per terra, riesce a essere umile. E quindi, a prescindere da quello che succede, reagisce sempre lavorando bene”.
Impossibile poi non aprire una parentesi sul suo nuovo compagno di squadra, Jorge Lorenzo, e il suo arrivo all’inizio della stagione 2017:
“L’inizio dell’avventura di Lorenzo in Ducati è stato positivo per me, perché l’ho presa come una sfida. È chiaro che Ducati puntava su di lui e non credeva tanto in me. Però la forza mia e del mio gruppo è stata non dare importanza a questa cosa. Non avevo dubbi che Ducati mettesse me e Lorenzo sullo stesso piano a livello tecnico, questa era l’unica cosa che mi interessava. In una situazione del genere ti puoi comportare in due modi diversi. Incazzarti e metterti contro, alzare la voce e attaccare. Oppure non dare importanza a queste cose, lavorare su sé stessi e provare a dare il massimo. Non sono un pilota che cerca, anche se posso, di creare problemi. Io cerco di evitare i problemi“.

