Si sono conclusi questo pomeriggio sul circuito di Sepang i primi test MotoGP del 2018. Jorge Lorenzo questa mattina ha girato in 1’58”830, stabilendo il nuovo record della pista, ed ha chiuso la giornata, e i tre giorni di test, al primo posto. Anche Andrea Dovizioso ha ottenuto una buona prestazione, con un crono di 1’59”169 che gli è valso la quarta posizione sia oggi che nella classifica combinata. I due piloti ufficiali Ducati oggi si sono concentrati soprattutto sulla guida delle loro Desmosedici GP 2018 e, nonostante entrambi siano scivolati senza grosse conseguenze in tarda mattinata, hanno potuto comunque portare a termine con soddisfazione il programma di lavoro definito con la loro squadra. Positivo ma con i piedi per terra Andrea Dovizioso. Il ducatista ha così commentato i tre giorni di test malesi, come riportato dal comunicato ufficiale Ducati:
“Sono stati tre giorni di test molto interessanti e ce ne andiamo da Sepang con delle sensazioni molto buone. La caduta di questa mattina ha un po’ complicato il nostro programma per oggi, ma alla fine abbiamo fatto ancora un’uscita con la Desmosedici GP17 e potuto confrontare alcuni dati che ci hanno confermato i miglioramenti della nuova moto, soprattutto a centro curva. Sinceramente non mi aspettavo un miglioramento così evidente in questo primo test, e adesso dovremo confermare anche nei prossimi circuiti che siamo sulla strada giusta.”
Questa invece un’analisi più approfondita ai microfoni di Motorsport.com:
“Non posso sapere se la Ducati sia la moto più avanti di tutte e non possono saperlo nemmeno gli avversari. Posso dire che siamo riusciti a migliorare rispetto all’anno scorso in certi piccoli aspetti. Sono molto contento che nel primo test abbiamo avuto queste belle sensazioni. Come ho detto ieri non è che queste mi facciano dire che ci siamo e siamo a posto su tutto o siamo i migliori in pista. O meglio, lo siamo qui in Malesia ma conta sino a un certo punto perché già nel 2017, come avevo detto, ci saremmo giocati la vittoria anche sull’asciutto. Non è questo l’aspetto che può fare la differenza. Non mi aspettavo però di fare un test così buono e provare materiale che ha già funzionato meglio. Ma nemmeno di avere sensazioni così buone in tutte le situazioni. Con il grande caldo andiamo bene, perché i miglior tempi li ho ottenuti sempre quando in pista c’erano 45-50 gradi. E’ difficile e molto migliorarsi in MotoGP. E’ anni che ci lavoriamo ma è molto complicato. Anche quando hai una buona base, ed è per questo che sono davvero molto sorpreso dai miglioramenti che siamo riusciti a fare. Riuscire a migliorare certi aspetti a livello telaistico entri in un mondo senza limiti. Non è come lavorare su motore ed elettronica, dove hai parametri certi. E quindi quando provi queste belle sensazioni è raro. Sono sorpreso e contento. Nell’ultimo run di oggi ho usato la moto 2017 provando una gomma sperimentale. Ho fatto 11 giri e un bel passo. Sono contento perché sono riuscito a farlo con una moto che non era la mia migliore. Questo vuol dire abbastanza”.
Non poteva mancare un commento generale sugli avversari e i loro risultati in pista in questi tre giorni:
“Desmodovi si è concentrato molto sul lavoro che aveva in programma, tanto da non essersi fatto una vera e propria idea sulle reali potenzialità delle moto avversarie. Però, stando alle sue prime impressioni, ha affermato di vedere più piloti competitivi rispetto all’anno passato. Almeno in questo breve scorcio di test pre-stagionali. E’ difficile farsi un’idea delle altre moto in appena tre giorni di test. In questi test ci sono tante interpretazioni, tanto fattori. Non è possibile entrare troppo nel dettaglio e capire veramente chi è messo meglio. Vedo molti piloti sul pezzo. Alcuni piloti che non si sono giocati il campionato l’anno scorso li ho visti più pronti in questi test, ma è una cosa normale e naturale. E i piloti che si sono giocati il mondiale nel 2017 ci sono. Siamo in tanti ad avere un livello simile, ma ci sono ancora tanti test da fare. Sarà infatti importante vedere come cambieranno le cose su piste differenti. Ci sono tutte le componenti per avere un campionato ancora più bello rispetto a quello dello scorso anno. Le moto sono sempre più competitive, ce ne sono tante, con caratteristiche differenti ma con pacchetti e piloti competitivi. Con il regolamento in vigore ora anche in prova i valori sono più vicini e questo scombussola la parte iniziale della gara. Poi le cose si livellano. Ma all’inizio sarà così. Le prime piste su cui si correranno le prime gare potranno già dire chi potrà lottare per il titolo. Sono molto differenti tra loro e per questo capiremo molto nelle prime 5 gare. Dopo Le Mans si capirà molto di quelli che saranno i veri valori e chi potrà lottare per il titolo”.

