Una gara emozionante e un po’ confusionaria quella che ha visto protagonisti i piloti di MotoGp in Argentina. Il secondo appuntamento con il Motomondiale è iniziato in maniera bizzarra (guarda qui per vedere perchè) ed è terminato con un sorpasso shock di Marquez su Valentino Rossi e un podio ‘stravagante’. Sono infatti Cal Crutchlow, Johann Zarco e Alex Rins a salire sui gradini del podio del tracciato di Termas de Rio Hondo sorprendendo tutti. A parlare ai microfoni di Sky MotoGp Andrea Dovizioso, un po’ in sordina rispetto agli altri piloti durante la gara. Il motociclista italiano ha parlato della sua performance sul circuito argentino:
sull’asciutto arrivavamo da due turni in cui non siamo arrivati nella top 10. Pensavamo positivo, ma eravamo lenti. Parti per la gara con chiazze bagnate ed è ancora peggio, abbiamo avuto molta fortuna perchè hanno fatto zeri i piloti in lotta per il campionato e noi abbiamo fatto un sesto posto alla fine. Non abbiamo potuto lavorare tanto, nelle piste in cui si fa percorrenza soffriamo. Ecco il lato negativo del weekend. Per il campionato questo risultato è però oro.
Andrea Dovizioso non ha scordato di dire la sua sul comportamento di Marquez durante la competizione:
oggi Marc si è gestito male, quando sei in un weekend ad un secondo in tutte le condizioni ed in tutte le prove, dovrebbe essere facile, ma invece lui ha fatto errori di tutti i tipi. Ha fatto tutto quello che non doveva fare. Farà fatica a uscire dal paddock gli argentini sono focosi. Ognuno di noi ha le proprie caratteristiche, come ognuno ha dei punti deboli e quindi noi dobbiamo cercare di guardare il nostro portando a casa risultati importanti.
Poi tornando sul proprio campionato, Dovizioso ha detto:
una giornata come oggi non va bene, però se guardi il campionato siamo secondi. Abbiamo le nostre carte e perciò dobbiamo migliorare in quello in cui non siamo apposto. Austin? Non è adatta a noi, credo che sia una pista Honda. Argentina ed America sono piste in cui dobbiamo portare a casa il massimo. Non dobbiamo permettere a Suzuki e Yamaha di inserirsi nella lotta. Se noi andiamo a vedere tutti i piloti davanti sono bravi in percorrenza, proprio come Miller che andava forte a Phillip Island. La moto ha influenza questo è vero, come è successo a noi, ma dipende anche da altre cose. Gli step che abbiamo fatto sono piccoli, ma la nostra non è una moto nuova, è la moto con cui ci siamo giocati il Mondiale l’anno scorso.
