Mentre Marc Marquez domina il Motomondiale senza sforzarsi più del dovuto, Andrea Dovizioso non sembra in grado di poterlo impensierire. Il duello che ha segnato gli ultimi anni di MotoGp ha tutta l’aria di terminare, nuovamete, in favore del pilota spagnolo che mantiene un importante vantaggio in classifica in vista della seconda metà di stagione. In casa Honda però ci sono due situazioni diametralmente opposte: mentre Marquez viaggia veloce verso il titolo, Jorge Lorenzo annaspa fra mille difficoltà e tanta sfortuna. Il maiorchino non è riuscito a trovare il giusto feeling con la moto, anche per colpa di diversi infortuni, e si è spesso lamentato di come la casa giapponese dia (com’è giusto che sia) la priorità a Marquez piuttosto che a lui.

Sull’argomento è intervenuto proprio Andrea Dovizioso, suo ex compagno in Ducati e attuale avversario delle due Honda che, ai microfoni di Motorsport, ha dato il suo punto di vista sulla questione definendo la scelta di Jorge Lorenzo una ‘pazzia’ alla quale è stato costretto non avendo alternative: “Lorenzo non aveva alternative e questo cambia molto le cose. È stato lui a chiamare Honda, come ha riconosciuto lui stesso. Non ha scelto questa strada tra molte altre. Una cosa è scegliere avendo due opzioni in due team ufficiali e decidere di firmare con HRC e lottare con Marc. Dimostrerebbe di avere molto coraggio, perché significherebbe correre con il pilota più forte del momento e con la moto creata per lui. Questa è la cosa peggiore che puoi fare. Se uno ha un progetto diverso da quello di Marc ed è ugualmente competitivo, è meglio provare questa strada. Non perché non ti senti all’altezza di Marquez, ma perché nel migliore dei casi devi adattarti ad un progetto fatto su misura per lui. Questo sarebbe stato da pazzi“.

Dovizioso si è poi soffermato sulle differenze fra Ducati e Honda, dando il giusto merito alle qualità di Mac Marquez: “invece di essere più forti nella lotta con Marc, ci troviamo in una situazione di sofferenza. Marquez può ambire alla vittoria in ogni gara e inoltre ci sono piloti che in qualche occasione sono anche più veloci di noi. Non voglio sottolineare solo il margine di miglioramento di Honda, ma lo vedo più come un connubio tra la moto e Marc. Riconosco quanto sia bravo Marc, soprattutto se consideriamo che gli altri piloti Honda non riescono ad avvicinarsi a lui. Questo dimostra che sta facendo qualcosa di speciale. Marc è un pilota estremamente forte che, inoltre, non smette di imparare. Non ha alti e bassi ed un pilota che migliora sempre e non fa mai passi indietro, si mantiene su un certo standard o migliora per forza di cose“.

