Ragazzi come lui sono difficili da trovare. Semplice, ma sicuro di sè, senza troppi grilli per la testa, concentrato sul suo lavoro e sui suoi cari. Stiamo parlando di Andrea Dovizioso, il ducatista italiano reduce da due splendide vittorie consecutive con la sua Desmosedici, prima al Mugello e poi al Montmelò.

Il campione forlivese è stato in fabbrica ieri a Borgo Panigale per festeggiare i due storici podi, in compagnia di Petrucci e Pirro: “con Petrucci e Pirro abbiamo fatto un saluto a sorpresa in fabbrica. È stato emozionante: e ho finalmente capito cosa significa vincere al Mugello con la Ducati“, ha dichiarato Dovizioso in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.
Una passione, quella per i motori, tramandata da padre in figlio: “se sono pilota, la “colpa” è di papà Antonio, che è mooolto appassionato di motocross. Siciliano di Calascibetta, si è trasferito a Forlì a 4 anni. Era convinto che sarei diventato campione del mondo ancora prima che nascessi. Storie di piloti non me ne ha mai raccontate, al massimo barzellette. Era, ed è ancora, appassionatissimo, molto ignorante su quello che va fatto a livello di preparazione, alimentazione, ma gran smanettone.

A 54 anni ha le stesse idee di prima sul correre, non smonta né lava mai le moto, neanche le mie. E questo mi ha anche abituato a non dover guidare per forza la moto perfetta. Mamma Annamaria, invece, è la classica donna che ha incontrato il babbo e finché non si sono divisi ha vissuto e conosciuto solo il suo mondo. Non le è mai piaciuto che facessi il pilota, alle gare viene solo per farmi un favore, ma soffre, a casa durante i GP sta in un’altra stanza. Adesso poi è diventata completamente nonna e mi fa andare completamente fuori di testa (risata; n.d.r.). Se io sono uno riservato, lei lo è 10mila volte di più“, ha aggiunto il ducatista.

Un campione innamoratissimo del suo sport sì, ma soprattutto della sua piccola Sara, la figlia che non lo ha potuto vedere trionfare al Mugello perchè ha preferito andare ad una festicciola di compleanno di un’amichetta: “è una bambina dolce, ma anche molto sportiva ed essere concentrati sullo sport aiuta molto i bambini. Con questo lavoro avere un figlio un po’ mi condiziona, serve grande programmazione, tempi di recupero e ti trovi a dover incastrare il lavoro con l’essere genitore. Non so se sono un bravo papà, ma mi pesa non esserci mai abbastanza“, ha spiegato il Dovi.
Come fare poi a non parlare della sua dolce metà Alessandra? “È entrata nella mia vita a fine 2013. Ci conoscevamo di vista, abbiamo iniziato a farlo davvero a una gara di cross. Il primo passo l’ho fatto io, mi sono dichiarato. Ma anche io piacevo a lei. Abbiamo avuto qualche difficoltà all’inizio, ma il nostro è un rapporto di sostanza. E adesso questa per me è La Storia. Continua a lavorare per l’azienda del babbo, ma si sta trasferendo qui e ne sono molto felice“.

Una vita fatta di sport: “mi ha fatto e mi fa vivere benissimo. A livello fisico ma soprattutto mentale ti regala sensazioni uniche. Mi rattrista vedere ragazzi che passano tutto il tempo col cellulare e sono sempre stanchi e passivi. E poi lo sport è valori importanti: c’è gente che per una vittoria è disposta a passare sopra tutto, io no. Ho una mia dignità“, ha aggiunto Dovizioso che sui suoi colleghi ha poi dichiarato: “il più divertente è Crutchlow. E in Honda ho imparato da matti da Pedrosa: domenica al Montmelò mi è tornato tutto in mente e mi è servito per fare la mia gara su di lui. Ho imparato da tutti, anche da Iannone, di Lorenzo ammiro precisione e determinazione. E se potessi andare a cena da solo con un mio avversario, mi piacerebbe farlo con Valentino“.

Infine un commento sul suo futuro: “ci ho pensato quando non arrivavano i risultati, per me è fondamentale essere competitivo. Mi sto muovendo, resterò nel mondo dello sport, ma è ancora presto. Sono molto sereno, se tutto va bene posso andare avanti ancora 5 anni, altrimenti…“.
