Un mese da incorniciare per la Ducati quello che si conclude oggi, condito dalle due vittorie in sequenza di Dovizioso ottenute al Mugello e a Barcellona che hanno permesso al pilota italiano di prendersi la vetta della classifica piloti.

Gigi Dall’Igna sorride ma al tempo stesso tiene i piedi per terra, ben conscio delle difficoltà che il Mondiale di MotoGp nasconde: “siamo contenti di essere in questa posizione, ma lo ripeto ancora una volta, io sono più concentrato su quello che posso fare per migliorare la moto, e posso fare tanto, che non sul guardare dove siamo” le parole di Dall’Igna alla Gazzetta dello Sport. “Era dal 2009 che un pilota della Ducati non si trovava in testa al Mondiale? Questo è solo un piacere, ma non ci deve distrarre. C’è del lavoro da fare e che va fatto. Sono abbastanza contento delle prestazioni della moto. Dovizioso sull’asciutto stava andando a prendere i primi, senza quella qualifica problematica avrebbe potuto stare lì davanti in maniera più tranquilla, gestire meglio. Ed è questa la cosa che mi interessa di più. Vedere poi Petrucci ottenere ottime prestazioni con tanta costanza, è un segno importante. Domenica avrebbe davvero potuto vincere senza il doppiaggio di Rins. Ha fatto un passo avanti incredibile. Sapevo che era veloce, però me lo aspettavo più discontinuo, invece sta correndo sempre ad altissimo livello. Danilo è una persona estremamente intelligente ed è uno che arriva a essere veloce migliorandosi dal punto di vista tecnico senza prendere azzardi. Per me può mantenere questa velocità ed essere sempre competitivo“.

In questo momento, l’unica nota negativa in casa Ducati sembra essere Lorenzo: “se devo fare un’analisi di quello che ho imparato, devo dire che il salto da una Yamaha/Suzuki a una Ducati/Honda è molto difficile. Sono moto che hanno filosofie costruttive diverse e serve tempo perché metabolizzi. Però, lo dico ancora una volta, Giorgio non può essere messo in discussione, è troppo veloce e non getta la spugna. È semplicemente un percorso difficile da affrontare. In qualche situazione le cose sono più semplici e lui ottiene prestazioni molto vicine ai primi, in altre, le problematiche, l’instabilità di questa moto lo penalizzano in modo importante. Uno abituato ad andare forte in un certo modo, ha difficoltà a capire che può farlo comunque in modo diverso. Gli servirà ancora un po’ di tempo“.

Il Gp del Sachsenring è una pista molto complicata, Dall’Igna non sa cosa aspettarsi: “quella è una pista che per noi in passato è sempre stata difficile. Non so davvero cosa aspettarmi. Sono convinto che avremo dei miglioramenti importanti, però c’è l’incognita del nuovo asfalto, nessuno ha provato. La speranza è che la Michelin porti le gomme giuste. Il titolo mondiale? Io guardo solo agli altri e penso a gara per gara. I conti li faremo alla fine“.
