
Ducati super nel 2017. La stagione di MotoGp, terminata qualche mese fa, ha regalato emozioni uniche a tutti i ducatisti, sia tifosi che addetti ai lavori: Andrea Dovizioso ha infatti lottato per il titolo Mondiale fino alla gara di Valencia, l’ultima dell’anno, contro un eccezionale Marc Marquez. Il team di Borgo Panigale ha raccolto la fiducia e la carica giuste per poter disputare un nuovo campionato sempre al top, in lotta con i migliori. Un grande successo, ottenuto non solo al talento e ai cambiamenti di Dovizioso, ma anche a tutto il durissimo lavoro dietro le quinte della squadra. Intervistato dai microfoni di Motosprint, Gigi Dall’Igna, Direttore Generale di Ducati Corse, ha raccontato le sue sensazioni al termine di questa strepitosa stagione:
“Quando arrivi secondo e soprattutto quando te la giochi ?no a pochi giri dalla fine, signi?ca che è mancato veramente poco e questo è certamente un fatto speciale. Non capita tutti gli anni, e nemmeno a tutti. Poi, certo, vincere sarebbe stato meglio, è ovvio. Dopo il Mondiale è emerso il pensiero su cosa si poteva fare, e inevitabile soprattutto per chi fa il mio mestiere. Diventa importantissimo analizzare i fattori che nel corso dell’annata non ci hanno permesso di essere campioni del Mondo con uno dei nostri piloti. L’analisi è stata fatta, e sarà utile per cercare di colmare quelle lacune o evitare quei problemi che si sono rilevati fondamentali nella corsa al titolo. Dal punto di vista gestionale a Brno avremmo potuto — con scelte o un’organizzazione differenti — portare a casa più punti. In certe gare come l’Australia avremmo potuto avere la moto un po‘ più a posto. Tante situazioni durante l’anno avrebbero potuto darci quei pochi punti in più che magari sarebbero stati determinanti, perché un conto è arrivare a Valencia a -21 dal primo, un altro a -10. Tutto è utile per riuscire a portare a casa un risultato importante”.
Non poteva mancare una piccola parentesi sulle gomme Michelin, che quest’anno hanno messo in difficoltà diversi team e piloti:
“In questo ambito soffriamo meno che in altri, poi dipende da tante cose, a partire dal grip a disposizione. Una moto che ha meno grip surriscalda di più la gomma, quindi tende a usurarla. Se un problema è piccolo a inizio gara, poi rischia di ingigantirsi. Noi, secondo me, abbiamo trovato soluzioni tecniche che ci hanno permesso di fare la differenza in determinate piste e situazioni, e di questo sono soddisfatto: non e uno degli aspetti su cui dovremo lavorare in prospettiva, anche se poi è vero che il grip non basta mai e più se ne trova e meglio è“.
Mentre sui risultati ottenuti ha aggiunto:
«Onestamente, penso che sarebbe stato dif?cile fare meglio. Non cercavamo un exploit, ma qualcosa di organico che passo dopo passo arrivasse ad avvicinarci alla vetta. Ogni anno abbiamo messo un mattone sopra l’altro per arrivare dove siamo ora. Complessivamente siamo stati tutti molto bravi a programmare e a gestire l’evoluzione in questi anni; tutti noi, a cominciare da Dovizioso, dobbiamo essere contenti e orgogliosi per quanto fatto. Dovi è andato meglio e ha superato le aspettative. Andrea ha giocato da protagonista, il suo Mondiale è stato bellissimo e gli è mancata soltanto ciliegina ?nale. Jorge ha avuto qualche difficoltà in più, ma a ripensarci certe difficoltà fanno parte del normale processo di adattamento, però in alcune situazioni probabilmente avremmo potuto fare meglio con lui. Non dimentichiamo però quanto sono diverse Yamaha e Ducati, è normale avere difficoltà nel passaggio da una tipologia di moto all’altra. Ci sono tantissimi piloti estremamente forti in MotoGP. Per esprimersi bisogna essere al top su tutto, basta poco per partire con uno svantaggio dif?cile da colmare. Anche i più grandi in MotoGP fanno fatica, non credo che Marquez abbia giocato quest’anno, è sempre stato estremamente concentrato, ha rischiato. Più che alle sue cadute, penso al contatto della ruota posteriore con I’anteriore di Iannone sulla prova di partenza a Misano: Marc si innervosì, un episodio del genere mi fa capire che il Mondiale è stato tutto sul filo anche per lui”.
Jorge Lorenzo non è riuscito ad ottenere subito i sorprendenti risultati del suo nuovo compagno di squadra, dovendosi adattare alla sua nuova moto. Il maiorchino ha quindi vissuto un lungo percorso di adattamento, ancora non del tutto completato, ma che nel finale di stagione, gli ha regalato qualche piccola soddisfazione:
Ho visto Jorge, anzi Giorgio come lo chiamo io, crescere molto bene durante l’anno, nel ?nale della stagione e stato sempre a ridosso dei primi e in lotta per vincere. vederlo vincere con la Ducati credo sia soltanto una questione di tempo. Già si è adattato molto bene e ha ancora margini di sviluppo che ritengo importanti. Mi aspetto, il prossimo anno, di avere due belle punte. Jorge aveva avuto momenti di difficoltà già in 250 in Aprilia e Ii aveva superati. Sapevo che la testardaggine del campione e un suo punto di forza”.
L’arrivo, quello di Lorenzo, che in qualche modo ha anche influito sulla prestazione di Dovizioso:
“esistono tanti fattori che determinano la prestazione. Penso che la crescita tecnica della moto l’abbia aiutato, lo stesso arrivo di Lorenzo l’ha stimolato per dimostrare che poteva, ad armi pari, riuscire a stare davanti a Giorgio. La crescita di Dovi l’ho vista a partire da Aragon 2016, dove secondo me c’e stata una svolta, un passo importante dal punto di vista mentale è stato Ii. E mi ha impressionato come ha gestito il duello nel ?nale di stagione con Marquez, a Motegi ha vinto una gara con una staccata da brividi sul bagnato. Secondo me possiamo ancora crescere tutti: lui, la moto, noi come squadra, il prossimo anno mi aspetto che ognuna di queste componenti verrà gestita meglio grazie aIl’esperien2a maturata quest’anno”.
Infine non poteva mancare un commento sul miracoloso salvataggio di Marc Marquez a Valencia:
“Non era la prima volta… Qualcuno dice che la Honda abbia sistemi che lo aiutano in situazioni del genere, ma secondo me Marquez che compie certe imprese, ha sviluppato istinto e bravura particolari per salvare la caduta laddove sembra impossibile. Soluzioni tecniche? Ci abbiamo ragionato, ma mi sembra dif?cile fare qualcosa. Credo sia farina del sacco di Marquez”.
