La Ducati può finalmente tirare un sospiro di sollievo e concentrarsi sul nuovo weekend di gara: dopo le polemiche nate a seguito del Gp del Qatar, a causa dello spoiler montato sulla Desmosedici Gp, il team di Borgo Panigale ha finalmente la certezza di poter utilizzare questa appendice, rispettando il regolamento.
La Corte d’Appello FIM ha infatti confermato la vittoria di Dovizioso e la regolarità dello spoiler Ducati, nonostante il ricorso presentato da Honda, Suzuki, KTM e Aprilia. Questi quattro team non posso dunque far altro che accettare la decisione presa dalla FIM, ma chiedono un ulteriore chiarimento delle regole.

“Con la protesta volevamo soprattutto lanciare un campanello d’allarme, non penalizzare Dovizioso e la Ducati. La speranza di cambiare qualcosa da subito c’era, anche se bassa. Però credo sia fondamentale migliorare il processo a livello di controllo regolamentare. Perché non esiste che un direttore tecnico entri nel box e in 10 minuti dia il via libera dopo che gli è stato semplicemente detto a cosa serva un certo elemento. Il d.t. Danny Aldridge è uscito legittimato dalla sentenza perché ha cambiato ancora una volta idea, dopo avere dichiarato una prima volta che “lo scopo era solo quello di raffreddare la gomma posteriore”. La Federazione non poteva sconfessare se stessa. Dire che la Ducati ha imbrogliato non è la giusta conclusione. Si sono mossi in maniera giusta, sfruttando le lacune, sono stati bravissimi ad andare al limite. Il punto debole non è la Ducati, ma chi fa le regole“, ha affermato l’ad dell’Aprilia, Massimo Rivola, alla ‘rosea’.
“Penso che Honda abbia già pronta una soluzione, sono anche i soli ad avere fatto un test in galleria del vento. Però, dopo avere protestato dicendo che la pinna era aerodinamica, come fai a permettergli di usarla?“, ha concluso.
