
In principio furono le ali, considerate pericolose per la salute dei piloti. Adesso, nel mirino della MotoGp potrebbero finire le nuove carene, estremizzate dai team in occasione dei primi test di questa stagione per recuperare il carico perso dopo l’abolizione delle appendici aerodinamiche. La Ducati ha come al solito aperto la strada verso una nuova frontiera, seguita a ruota poi da Aprilia e Honda, accodatesi al team di Borgo Panigale visti gli ottimi risultati ottenuti dalle nuove carene. A far drizzare le antenne ai vertici della MotoGp è stata però la Yamaha, che nei test di Valencia dello scorso novembre ha presentato una carena dotata (apparentemente) di una vera e propria “lama”, rispolverando il problema risolto poi con l’abolizione delle ali. Il team giapponese ha poi corretto il proprio componente, rendendolo meno aggressivo e pericoloso, ma comunque vicino al vecchio concetto delle ali. Sulla questione è intervenuto il direttore tecnico della MotoGp Aldridge che, in un’intervista concessa a SpeedWeek, ha annunciato che nel 2019 potrebbe esserci un ulteriore giro di vite che potrebbe coinvolgere adesso le carene. Un colpo bassissimo che la Ducati spera non si concretizzi:
“I regolamenti 2018 non saranno più toccati. Ma stiamo pensando alcune proposte per il 2019. Vorremmo presentarne alcune alla MSMA e quindi avviare una discussione con le case per trovare una nuova soluzione per l’anno prossimo. Il concetto che avevamo immaginato non funziona, perché la guerra continua e non ci piace. Alcuni costruttori ci hanno contattato e richiesto delle modifiche, tra questi Mike Leitner della KTM. Ora dobbiamo pensare. Tuttavia, non sarà una soluzione semplice, perché il pacchetto aerodinamico fa parte della moto, anche se non è importante come sulle macchine da corsa. Però è una parte importante e dobbiamo consentire di trovare un po’ di downforce. Però dobbiamo riuscire a definire i parametri in modo più preciso. Vogliamo impostare la dimensioni massime, sia per quanto riguarda la larghezza che l’altezza, e così via. Per il 2019 proporremo le dimensioni entro cui operare e ci saranno delle restrizioni molto più forti”.
