MotoGp, Beltramo e le difficoltà di Valentino Rossi: “non guida con naturalezza, ma c’è qualcosa di buono”

Paolo Beltramo e la differenza tra Maverick Vinales e Valentino Rossi: il giornalista italiano analizza le difficoltà del Dottore

Solo 4 i giorni che ci separano dalla prima conferenza stampa pre gara dell’anno. Mercoledì ascolteremo le impressioni dei piloti prima dell’esordio stagionale, mentre giovedì, venerdì e sabato vedremo i piloti sfrecciare sul circuito di Losail per le prove libere e le qualifiche, mentre domenica assisteremo al primo Gp dell’anno.

LaPesse / xinhua
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I test invernali hanno incoronato campione d’inverno Maverick Vinales, lasciando sensazioni contrastanti a team e piloti. “Maverick Viñales è davvero il Top dell’interregno tra la fine della stagione 2016 e l’inizio di questa. È il re dei test invernali, il divoratore di pronostici: se per dieci giorni su undici di prove tra Valencia, Sepang, Phillip Island e Losail il più veloce sulla prestazione pura e sul ritmo gara sei tu, bisogna che ti cucchi il ruolo di favorito”, queste le parole di Paolo Beltramo riportate sul sito Red Bull.

LaPresse/EFE
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Il fatto che stupisce è che in questo caso si tratta di un pilota giovane, proveniente dalla Suzuki e affiancato a un mito come Valentino Rossi. Invece nessuna difficoltà, anzi. Squadra, moto, gomme: tutto perfetto, manco stessero insieme da anni. Il talento, la classe e la fame del ragazzino hanno avuto – per ora – la meglio“, ha aggiunto il giornalista italiano.

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Impossibile non parlare del campione di Tavullia, che nei test ha faticato: “non guida con naturalezza, con fluidità, non riceve sensazioni chiare, sincere, rischia, non c’è feeling. Ora tocca sfoderare il meglio del suo repertorio che prevede un’analisi scientifica, una razionalità assoluta, mescolate all’intuito, all’istinto, alla fantasia. Quello che non è stato trovato e capito in undici giornate di test va risolto in poche ore. Di buono c’è che là davanti a tutti c’è una Yamaha come la sua, guidata da uno che non la conosceva. Chissà, forse la Yamaha 2017 va affrontata come se non ne avessi mai conosciuta un’altra prima“, ha concluso.