Analisi di un miracolo. Potrebbe essere questo il titolo dell’intervento di Guido Meda andato in scena su Sky Sport.

Il protagonista? Nemmeno a dirlo, chi se non Valentino Rossi: autentica rivelazione di queste prime due gare del Mondiale di MotoGp. I problemi dei test e delle prove libere sembrano svanire quando è il momento di abbassare la visiera e iniziare la gara, è lì che il ‘Dottore’ dà gas e compie la sua impresa. Spiegazioni sembrano essercene poche, per questo Guido Meda si affida ai miracoli: “quello che ha fatto Valentino è un miracolo perché il modo di guidare è cambiato almeno 5 o 6 volte. E Rossi ha dovuto prestarsi ad altrettante conversioni, passando attraverso Capirossi, Biaggi, Stoner, Lorenzo, Marquez” sottolinea Guido Meda nel corso della sua analisi per Sky Sport.

“E’ un miracolo perché la preparazione fisica di un 38enne è diversa e più intensa di quella di un 20enne. Lo è perché stare al centro del mondo frutta denaro e successo, ma anche grane e pressioni da chi viviseziona ogni tuo gesto. Lo è perché esercitare carisma, potere e velocità in mezzo ad altri giovani che aspirano allo stesso obiettivo comporta forza sempre fresca per mantenere il livello. Quando tutto pare crollare in prova, arriva il giorno della gara. Arriva l’energia, che un po’ è talento, un po’ divertimento e un po’ cattiveria. Speciali, ma racchiuse nel corpo di un uomo normale. Vincere tutto non si può più. Vincere i pregiudizi è ancora, per fortuna, il bello di Rossi“.
